Approfondimenti sui disturbi legati a
Emorragia cerebrale
Scopri di più sulle emorragie cerebrali e sul loro trattamento
Emorragia cerebrale: un’urgenza medica
Un sanguinamento all’interno o intorno al cervello può provocare un danno grave e richiede una valutazione ospedaliera urgente. L’ictus emorragico e l’ictus ischemico hanno cause e trattamenti diversi.
In caso di improvvisa debolezza del volto o di un lato del corpo, difficoltà nel parlare, perdita di coscienza o mal di testa improvviso e molto intenso, chiama subito il 112/118. Non aspettare che i sintomi passino e non guidare per raggiungere l’ospedale.
Le cure e l’eventuale riabilitazione dipendono dal tipo di emorragia e dalle condizioni della persona. Il percorso è coordinato dall’équipe medica e riabilitativa.
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Emorragia, ictus ischemico e attacco ischemico transitorio
L’emorragia intracerebrale interessa il tessuto cerebrale. L’emorragia subaracnoidea interessa invece lo spazio che circonda il cervello e può essere causata dalla rottura di un aneurisma. Non tutti i sanguinamenti intracranici sono dello stesso tipo.
L’ictus ischemico si verifica quando l’afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto, spesso da un coagulo. La mancanza di ossigeno può danneggiare il tessuto cerebrale.
L’attacco ischemico transitorio (TIA) provoca sintomi neurologici temporanei simili a quelli di un ictus. Anche se scompaiono, richiedono assistenza immediata: chiama il 112/118. La scomparsa dei sintomi non permette di escludere da soli un ictus o il rischio di un evento successivo.
Fonti: NHS: diagnosi dell’ictus; NHS: emorragia subaracnoidea.
Cause e fattori di rischio
Le cause dipendono dal tipo e dalla sede del sanguinamento. Possono comprendere ipertensione, rottura di un aneurisma, malformazioni dei vasi sanguigni, trauma cranico o alterazioni della coagulazione.
I farmaci anticoagulanti possono aumentare il rischio di sanguinamento, ma vengono prescritti per ridurre rischi importanti legati ai coaguli. Il rapporto tra benefici e rischi deve essere valutato dal medico: non interrompere autonomamente una terapia.
Fumo e consumo elevato di alcol sono ulteriori fattori da affrontare nel percorso di prevenzione. La valutazione individuale serve a distinguere i fattori di rischio dalle cause effettive di un determinato evento.
Fonti: NHS: cause dell’emorragia subaracnoidea; NHS: farmaci anticoagulanti.
Sintomi da riconoscere
I disturbi possono comparire improvvisamente e comprendere:
- asimmetria del volto o debolezza di un braccio o di un lato del corpo;
- difficoltà nel parlare, comprendere o trovare le parole;
- alterazioni della vista, dell’equilibrio o della coordinazione;
- mal di testa improvviso e molto intenso, talvolta con nausea o vomito;
- confusione, sonnolenza marcata o perdita di coscienza.
Chiama subito il 112/118, anche se i sintomi migliorano. Non tentare di distinguere a casa un’emorragia da un’ischemia.
Come viene formulata la diagnosi
Il racconto dei sintomi e l’esame neurologico orientano la valutazione, ma da soli non distinguono con sicurezza il tipo di ictus. In ospedale sono necessari accertamenti urgenti, in particolare la diagnostica per immagini del cervello, come la TC. Secondo il quadro clinico possono servire risonanza magnetica, esami del sangue, ECG e altri esami.
Trattamento dell’emorragia cerebrale
Il trattamento avviene in ospedale e dipende da sede, causa e gravità del sanguinamento. Può comprendere controllo della pressione arteriosa, gestione delle complicazioni e, in casi selezionati, procedure neurochirurgiche o endovascolari.
Per un aneurisma rotto possono essere indicate tecniche che lo escludono dalla circolazione, come il clipping neurochirurgico o il trattamento endovascolare con spirali. Questi interventi non sono necessari né adatti a ogni tipo di emorragia.
Se la persona assume anticoagulanti, l’équipe valuta la gestione urgente della terapia e, successivamente, l’eventuale ripresa in base al rischio di sanguinamento e di trombosi. Non sospendere, riprendere o modificare autonomamente questi farmaci.
Possibili conseguenze e complicazioni
Gli effetti dipendono dall’area interessata e possono essere temporanei o persistenti. Possono comprendere difficoltà motorie e sensitive, problemi di equilibrio e coordinazione, alterazioni della vista, della memoria o della concentrazione e disturbi emotivi.
L’afasia può compromettere la comprensione o l’espressione del linguaggio. La disartria riguarda la produzione dei suoni della parola. La disfagia è una difficoltà a deglutire e richiede una valutazione specifica per ridurre, tra gli altri, il rischio di aspirazione di cibo o liquidi nelle vie respiratorie.
Possono inoltre comparire dolore, problemi intestinali o urinari e complicazioni legate all’immobilità. L’équipe segue questi aspetti insieme alla persona e a chi la assiste, adattando le cure al quadro clinico.
Fonti: NHS: trattamento e conseguenze dell’emorragia subaracnoidea; NHS: farmaci anticoagulanti; NHS: recupero dopo un ictus.
Ridurre il rischio
La prevenzione parte dalla valutazione dei fattori di rischio individuali. È importante controllare la pressione arteriosa e seguire le terapie e i controlli prescritti.
- Evita il fumo e affronta con il medico un eventuale consumo elevato di alcol.
- Segui un’alimentazione varia ed equilibrata, con frutta, verdura e cereali integrali.
- Mantieni un’attività fisica regolare, adeguata alle tue capacità e condizioni di salute; aumenta il movimento gradualmente.
- Dopo un ictus, concorda attività ed esercizi con l’équipe riabilitativa.
Non esiste una quantità di acqua uguale per tutti che prevenga l’ictus. Il fabbisogno di liquidi va adattato alla situazione individuale, in particolare in presenza di problemi cardiaci o renali e di indicazioni mediche specifiche.
Approfondisci le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’attività fisica.
La riabilitazione
La riabilitazione è un percorso individuale, coordinato da un’équipe con competenze diverse. Gli obiettivi dipendono dalle difficoltà e dalle priorità della persona; il recupero può richiedere tempo e non segue lo stesso andamento per tutti.
La fisioterapia può lavorare sul movimento, sulla forza, sull’equilibrio e sul cammino. La terapia occupazionale aiuta ad affrontare le attività quotidiane e a individuare eventuali ausili o adattamenti dell’ambiente.
La logopedia interviene sui disturbi della comunicazione e, quando indicato, della deglutizione. Il percorso può comprendere anche sostegno psicologico e riabilitazione delle funzioni cognitive.
I problemi della vescica o dell’intestino richiedono una valutazione e un piano specifico dell’équipe. Il programma può includere consigli, esercizi o medicinali appropriati; non va sostituito con manipolazioni volte a correggere la motilità degli organi o il sistema nervoso.
Perché i trattamenti dell’ictus sono diversi
Nell’ictus emorragico vi è un sanguinamento; nell’ictus ischemico l’afflusso di sangue a una parte del cervello è bloccato. I sintomi possono sovrapporsi: la distinzione richiede accertamenti ospedalieri.
Per alcuni ictus ischemici possono essere indicate terapie che ripristinano il flusso sanguigno, come la trombolisi o la trombectomia. La scelta dipende dagli esami, dal tempo trascorso e da altri criteri clinici. Queste terapie non vanno confuse con l’assunzione autonoma di anticoagulanti.
Farmaci antiaggreganti e anticoagulanti hanno indicazioni differenti e vengono scelti dal medico dopo la valutazione. In presenza di un sospetto ictus, chiama il 112/118 e segui le istruzioni dei soccorritori.
Fonti: NHS: trattamenti dell’ictus; NHS: anticoagulanti e antiaggreganti.
La vita dopo un’emorragia cerebrale
La vita dopo un ictus può essere impegnativa, ma con sostegno e riabilitazione adeguati molte persone possono raggiungere una buona qualità della vita e recuperare molte funzioni precedenti. Ecco alcuni aspetti importanti da considerare:
Salute mentale: il sostegno di familiari, amici ed eventuali gruppi di supporto può aiutare ad affrontare ansia, stress, depressione e problemi emotivi.
Attività della vita quotidiana: richiedono spesso adattamenti attraverso ausili e gestione delle energie per mantenere un certo livello di autonomia. Gli ausili aiutano a semplificare le attività quotidiane.
Vita lavorativa: molte persone sopravvissute a un ictus possono tornare al lavoro, nel ruolo precedente o in una posizione adattata. Talvolta, però, può essere necessario cambiare percorso professionale, attraverso un nuovo lavoro o una nuova formazione.
Adattamento e accettazione: adattarsi alla vita dopo un ictus richiede tempo e pazienza. È importante essere pazienti con se stessi e riconoscere i piccoli passi avanti. Concentrarsi su ciò che si può ottenere e valorizzare i progressi può aiutare a mantenere un atteggiamento positivo.
Sostegno e persone che assistono: chi assiste può beneficiare di formazione e sostegno per comprendere e aiutare meglio la persona cara, anche attraverso gruppi di supporto dedicati. Deve inoltre prendersi cura della propria salute e del proprio benessere, per poter offrire il migliore sostegno alla persona colpita da ictus.