Approfondimenti
Osteoporosi
Approfondisci il tema dell'osteoporosi in questa pagina
Che cos’è l’osteoporosi?
Una diagnosi di osteoporosi lascia spesso più domande che risposte. È normale provare timore per ciò che significa e avere dubbi sulle attività e sulle occupazioni quotidiane che si possono svolgere. Di seguito puoi approfondire che cos’è l’osteoporosi, quali possono esserne le cause e che cosa puoi fare nella vita di tutti i giorni.
Vai alla sezione [Mostra]
Osteoporosi, fratture e diagnosi
L’osteoporosi spesso non provoca sintomi fino a una frattura. Alcune fratture vertebrali possono però essere poco dolorose o passare inosservate. Un nuovo mal di schiena, perdita di statura o cambiamento della postura in una persona a rischio meritano valutazione.
La densitometria DXA misura la densità minerale ossea. Nelle donne dopo la menopausa e negli uomini dai 50 anni il T-score viene interpretato così:
- Pari o superiore a −1: densità nella norma.
- Inferiore a −1 e superiore a −2,5: bassa massa ossea, detta osteopenia.
- Pari o inferiore a −2,5: osteoporosi densitometrica.
Il medico considera anche fratture pregresse e altri fattori di rischio. Nelle persone più giovani l’interpretazione segue criteri diversi. L’osteopenia non comporta inevitabilmente un’evoluzione in osteoporosi.
Osteoporosi e alterazione della struttura ossea
L’osteoporosi è una condizione caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della struttura dell’osso. La diminuzione della massa ossea aumenta il rischio di fratture.
Nelle ossa sono presenti cellule che formano nuovo tessuto osseo, gli osteoblasti, e cellule che lo riassorbono, gli osteoclasti. Se l’equilibrio tra queste cellule si altera e viene riassorbito più tessuto di quanto ne venga ricostituito, il contenuto minerale osseo diminuisce, dando origine a osteopenia o osteoporosi.
Osteopenia
L’osteopenia è un segnale di osteoporosi iniziale e indica la necessità di prestare attenzione ai fattori di rischio che possono portare all’osteoporosi.
L’osteoporosi può avere diverse cause: predisposizione ereditaria, stile di vita e alimentazione, assunzione prolungata di corticosteroidi e, in casi più rari, specifiche alterazioni genetiche.
Perché si sviluppa l’osteoporosi?
Cause genetiche dell’osteoporosi
Circa il 50% delle persone con osteoporosi presenta una predisposizione genetica: spesso anche la madre o la nonna ne hanno sofferto. È quindi importante esserne consapevoli e seguire alcuni dei consigli riportati in questa pagina per prevenire l’osteoporosi quando è presente in famiglia.
Menopausa precoce come causa
Quando una donna entra in menopausa, si verifica un forte calo degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. Gli estrogeni stimolano la formazione di nuovo tessuto osseo. Se la menopausa arriva precocemente, intorno ai 45 anni, il calo degli estrogeni può quindi comportare una perdita ossea superiore al 5% nei primi anni.
Lo stesso fenomeno può verificarsi negli uomini con bassi livelli di testosterone, l’ormone sessuale maschile. Gli uomini, tuttavia, continuano a produrre testosterone fino a un’età più avanzata e sono quindi generalmente colpiti più tardi rispetto alle donne. In caso di menopausa precoce è importante sottoporsi ad accertamenti per l’osteoporosi.
Processi naturali di invecchiamento e osteoporosi
Tutti sviluppano l’osteoporosi se vivono abbastanza a lungo, poiché con il tempo le ossa vanno incontro a una naturale decalcificazione. L’osteoporosi riscontrata tra i 70 e i 90 anni è quindi normale. È comunque possibile offrire al corpo le migliori condizioni di partenza, stimolando quotidianamente le ossa e assicurando un apporto di calcio e vitamina D, per evitare fratture e cedimenti anche in età avanzata.
Corticosteroidi come causa di osteoporosi
I farmaci corticosteroidi, come il prednisolone, sono ormoni che inibiscono i processi infiammatori. Per questo vengono spesso utilizzati, per esempio, nelle persone con asma e artrite reumatoide. Il problema del prednisolone è che riduce anche l’assorbimento intestinale di calcio e vitamina D, essenziali per mantenere la massa ossea.
Inoltre, il prednisolone favorisce l’attività delle cellule che riassorbono l’osso, gli osteoclasti, e inibisce quelle che lo formano, gli osteoblasti. La combinazione tra ridotto assorbimento di calcio e vitamina D e maggiore attività delle cellule che riassorbono l’osso richiede quindi particolare attenzione allo sviluppo dell’osteoporosi durante l’uso prolungato di corticosteroidi.
Ipertiroidismo come causa di osteoporosi
Un metabolismo eccessivamente accelerato è un aspetto a cui prestare particolare attenzione dopo la menopausa. La ridotta produzione ormonale, combinata con un aumento del metabolismo, impedisce alle cellule che formano l’osso, gli osteoblasti, di tenere il passo. Il processo di ricambio del tessuto osseo avviene troppo rapidamente, mentre l’attività delle cellule che lo ricostruiscono è già ridotta.
Osteoporosi e malattie intestinali
Le malattie intestinali comportano spesso un ridotto assorbimento di vitamine e minerali. In presenza di un’infiammazione intestinale cronica può essere opportuno eseguire, su indicazione del medico, un esame del sangue per controllare i livelli di calcio e vitamina D.
Alcol e fumo come cause di osteoporosi
Il fumo e il consumo eccessivo di alcol aumentano entrambi il riassorbimento osseo. Le ossa vengono quindi degradate più rapidamente di quanto siano ricostruite, con un aumento del rischio di osteoporosi.
Cortisolo come causa di osteoporosi
Il cortisolo è chiamato anche ormone dello stress perché aiuta ad affrontare le situazioni stressanti. Quando i suoi livelli rimangono elevati a lungo, come durante uno stress prolungato, aumenta l’attività delle cellule che riassorbono l’osso e viene inibita quella delle cellule che formano osso, muscolo e cartilagine. Gli effetti riguardano quindi non soltanto le ossa, ma anche i muscoli e la cartilagine.
Osteoporosi e basso peso corporeo
Le ossa si rinforzano quando vengono sottoposte a carico. Il peso corporeo influenza quindi il carico a cui sono esposte durante le attività quotidiane. Un peso inferiore comporta una minore compressione delle ossa e, di conseguenza, una minore attività delle cellule che formano tessuto osseo.
Artrite come causa di osteoporosi
Nelle malattie reumatiche il trattamento comprende spesso corticosteroidi, che riducono rapidamente l’attività infiammatoria. Come descritto sopra, questi farmaci hanno però un effetto negativo sulle ossa: inibiscono l’assorbimento di calcio e vitamina D dall’apparato gastrointestinale e aumentano l’attività delle cellule che riassorbono l’osso. Allo stesso tempo, lo stato infiammatorio distoglie l’organismo dall’assorbimento di vitamine e minerali e ne concentra l’energia sulla «guarigione» delle articolazioni o delle zone interessate.
Integratori e osteoporosi: calcio, vitamina D e magnesio
La salute delle ossa è strettamente legata all’apporto di calcio, vitamina D e magnesio. Questa combinazione è importante perché la carenza di vitamina D riduce la capacità dell’intestino di assorbire calcio, mentre il magnesio è un minerale necessario alla formazione delle ossa. Inoltre, il trattamento farmacologico dell’osteoporosi risulta meno efficace se l’apporto di calcio e vitamina D è insufficiente.
Spesso l’alimentazione fornisce una quantità sufficiente di magnesio. Tuttavia, in presenza di una funzione intestinale compromessa o di un’alimentazione molto ridotta, può essere necessario un integratore.
La vitamina D viene ottenuta soprattutto grazie all’esposizione al sole e attraverso il pesce grasso. Poiché poche persone mangiano abbastanza pesce da soddisfare il fabbisogno di vitamina D, soprattutto nei mesi invernali, l’autorità sanitaria danese raccomanda a tutte le persone con osteoporosi un apporto quotidiano di 20 µg di vitamina D.
Le principali fonti alimentari di calcio sono latte, latticini e formaggi, ma il calcio può essere assunto anche tramite integratori.
Trattamento dell’osteoporosi
Il trattamento principale dell’osteoporosi è la terapia farmacologica.
Il trattamento farmacologico inizia spesso con un bisfosfonato, come l’alendronato. Se compaiono effetti indesiderati o se il T-score iniziale è molto basso, vengono spesso proposti altri farmaci.
Oltre alla terapia farmacologica, alimentazione e attività fisica sono elementi importanti.
Trattamento osteopatico e osteoporosi
Il trattamento delle persone con osteoporosi è delicato e si concentra sul miglioramento dei sistemi dell’organismo: sistema nervoso, vasi sanguigni, apparato gastrointestinale e mobilità articolare. Questo comprende, per esempio, la digestione e l’assorbimento intestinale dei nutrienti, inclusi calcio e vitamina D.
Le limitazioni del movimento dell’apparato gastrointestinale richiedono un maggiore dispendio di energia e comportano un assorbimento dei nutrienti non ottimale. Considerato l’elevato fabbisogno di calcio e vitamina D nelle persone con osteoporosi, questo aspetto svolge un ruolo importante nel trattamento.
Un altro aspetto è la mobilità, insieme all’apporto e al deflusso di sangue dalle diverse articolazioni e regioni del corpo. Se una zona ha una mobilità limitata, riceve poco sangue e quindi poco nutrimento, oppure presenta un deflusso insufficiente per l’eliminazione dei prodotti di scarto, i muscoli e le ossa di quella regione non ricevono un apporto nutritivo adeguato e possono avere difficoltà a mantenere la massa muscolare e il contenuto minerale osseo.
Il corpo costituisce un’unità ed è importante che non vi siano limitazioni nelle singole parti, poiché queste possono sovraccaricare e influenzare il resto dell’organismo.
L’osteoporosi può guarire?
L’obiettivo di alimentazione, farmaci e attività fisica è rallentare il riassorbimento osseo, rendendo le ossa più resistenti rispetto alla naturale decalcificazione che avviene nel tempo.
L’obiettivo non è guarire dall’osteoporosi. Tuttavia, mantenere lo stesso T-score con una DEXA ogni 2–3 anni significa aver arrestato la naturale decalcificazione, rendendo così le ossa più forti.
Con attività fisica, una terapia farmacologica adeguata e un’alimentazione corretta è possibile migliorare il T-score nel tempo. In questo modo alcune persone possono, per esempio, passare dalla categoria di «osteoporosi» a quella di «osteopenia».
Puoi fare molto per prevenire l’osteoporosi: qui trovi altri consigli utili.
Attività fisica per l’osteoporosi
L’attività fisica è una componente molto importante della gestione dell’osteoporosi. La ricerca mostra che l’allenamento della forza e quello con impatti possono stimolare le cellule che ricostruiscono l’osso e contribuire così a rinforzarlo.
Per evitare fratture o cedimenti, l’attenzione si concentra su 3 ambiti: attività fisica, alimentazione ed eventuale terapia farmacologica.
La scelta dell’attività fisica in presenza di osteoporosi è molto individuale. Dipende, tra le altre cose, dall’eventuale presenza di precedenti cadute o fratture. Il principio di partenza è proporre al corpo stimoli adeguati alla sua condizione attuale: gli esercizi devono quindi essere adattati per rinforzarlo senza sovraccaricarlo o aumentare il dolore.
L’allenamento si concentra su forza, impatto ed equilibrio. L’obiettivo principale è prevenire le cadute attraverso il miglioramento della forza e dell’equilibrio. Come descritto sopra, gli impatti sulle ossa aumentano l’attività delle cellule che formano tessuto osseo, gli osteoblasti, contribuendo alla ricostruzione dell’osso.
In poche parole, un trattamento adeguato, indicazioni corrette e attività fisica possono aiutare il corpo e le ossa a diventare più forti.