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Dolore alla spalla

Approfondisci le possibili cause del dolore alla spalla e come valutarlo

La spalla è un complesso articolare mobile

La regione della spalla comprende l’articolazione gleno-omerale, le articolazioni acromion-claveare e sternoclavicolare e il movimento della scapola sul torace. Ossa, capsula, legamenti, muscoli e tendini collaborano per consentire un’ampia mobilità e controllare il braccio. Il dolore può comparire per cause diverse e non dipende semplicemente da una «stabilità limitata».

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    Che cos’è il dolore alla spalla?

    Il dolore alla spalla è un disturbo muscoloscheletrico comune. Può limitare i movimenti del braccio, il lavoro, lo sport e il sonno, ma intensità e conseguenze variano da persona a persona.

    Che cos’è il dolore?

    Secondo la definizione aggiornata nel 2020 dall’International Association for the Study of Pain (IASP), il dolore è «un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a, o simile a quella associata a, un danno tissutale reale o potenziale».

    Il dolore è sempre un’esperienza personale, influenzata in misura diversa da fattori biologici, psicologici e sociali. Non coincide con la nocicezione, cioè con l’attività del sistema nervoso che rileva eventi potenzialmente dannosi, e non può essere dedotto soltanto dall’aspetto dei tessuti o da un esame strumentale. Questo non significa che il dolore sia immaginario: la descrizione della persona va ascoltata e valutata nel contesto clinico.

    Sintomi che possono accompagnare il dolore alla spalla

    • Dolore nella spalla o nelle zone circostanti, talvolta esteso al braccio.
    • Rigidità o riduzione della mobilità.
    • Difficoltà a sollevare il braccio, trasportare oggetti o svolgere attività quotidiane.
    • Scatti o rumori durante il movimento, che da soli non indicano necessariamente una lesione.
    • Sensazione di instabilità, soprattutto dopo una lussazione o un trauma.
    • Difficoltà a dormire sul lato dolente.

    Formicolio, intorpidimento o perdita di forza possono indicare il coinvolgimento di un nervo nel collo o nel braccio e non vanno attribuiti automaticamente ai muscoli della spalla. Se persistono, si estendono o si associano a debolezza, serve una valutazione clinica; se compaiono improvvisamente, se il braccio perde sensibilità o diventa insolitamente freddo, la valutazione deve essere urgente.

    Dolore cervicale e cefalea possono coesistere con il dolore alla spalla, ma non è possibile stabilire dal solo sintomo che siano causati da una «tensione di compensazione».

    Possibili cause del dolore alla spalla

    Il dolore alla spalla può essere associato a sovraccarico o trauma, tendinopatia della cuffia dei rotatori, dolore subacromiale, capsulite adesiva, artrosi, instabilità oppure a un problema proveniente dal collo o da un nervo. La storia dei sintomi e l’esame clinico servono a distinguere questi quadri e a decidere se siano necessari altri accertamenti.

    La nocicezione è l’attività con cui il sistema nervoso rileva una minaccia reale o potenziale per i tessuti; il dolore è l’esperienza personale che può derivarne. I due fenomeni non sono equivalenti: l’intensità del dolore non misura direttamente il danno e, anche dopo una visita accurata, non sempre è possibile attribuire ogni sintomo a una singola struttura.

    Carico, sonno, stato generale di salute, esperienze precedenti, stress e preoccupazione possono modificare la sensibilità e la capacità di svolgere le attività. Vanno considerati senza usare il termine «stile di vita» come spiegazione generica e senza presumere una riduzione dell’apporto di sangue.

    Dolore alla spalla associato a pressione o dolore al torace, mancanza d’aria, sudorazione improvvisa, nausea, dolore alla mandibola o collasso può indicare un’emergenza cardiaca o polmonare: chiama il 112/118.

    Come può essere descritto il dolore alla spalla?

    Il dolore può essere pungente, sordo, bruciante, pulsante, «a scossa» oppure irradiarsi lungo il braccio. Queste parole aiutano a descrivere l’esperienza, ma da sole non identificano il tendine, il muscolo, la borsa, l’articolazione o il nervo coinvolto e non stabiliscono una diagnosi.

    • Un dolore legato a determinati movimenti o carichi può comparire in diversi disturbi muscoloscheletrici della spalla.
    • Bruciore, scosse, formicolio o intorpidimento possono far considerare un coinvolgimento nervoso, che va verificato con distribuzione dei sintomi, forza, sensibilità, riflessi e altri elementi clinici.
    • Un dolore diffuso o riferito può provenire dalla spalla, dal collo o, meno spesso, da una condizione non muscoloscheletrica.

    La valutazione combina andamento, trauma, limitazioni funzionali, sintomi associati ed esame obiettivo; quando indicato, il professionista sanitario può richiedere esami o inviare a un altro servizio.

    Dolore alla spalla che si estende al braccio

    Il dolore può partire dalla spalla o dal collo e irradiarsi lungo il braccio. Il dolore neuropatico è, per definizione, causato da una lesione o da una malattia del sistema nervoso somatosensoriale. Può associarsi a bruciore, scosse, formicolio, intorpidimento o alterazioni della sensibilità, ma questi descrittori non bastano da soli: servono anamnesi ed esame neurologico.

    Il dolore riferito viene percepito in una sede diversa da quella in cui ha origine. Può provenire da strutture della spalla o del collo e, meno spesso, da una condizione di un organo interno. La sede del dolore, da sola, non permette di identificarne l’origine.

    Se il dolore alla spalla o al braccio compare con pressione o dolore al torace, mancanza d’aria, sudorazione, nausea, dolore alla mandibola o alla schiena, oppure svenimento, chiama subito il 112/118. Non attendere un trattamento manuale.

    Dolore alla spalla e tumori

    Il dolore alla spalla può essere causato da un tumore, ma fortunatamente è raro. Oltre al dolore alle spalle, i sintomi possono comprendere perdita di peso inspiegabile, dolore costante e intenso e stanchezza. L’osteopatia non può curare i tumori: questi sintomi richiedono una valutazione medica.

    Fonti: sundhed.dk e Koo MM, Swann R, McPhail S, Abel GA, Elliss-Brookes L, Rubin GP, et al. Presenting symptoms of cancer and stage at diagnosis: evidence from a cross-sectional, population-based study. Lancet Oncol. 2020

    Infiammazione e dolore alla spalla

    Dolore e limitazione della spalla non significano automaticamente che sia presente un’infiammazione. La borsa subacromiale e i tendini della cuffia dei rotatori possono contribuire a un quadro di dolore subacromiale; anche trauma, capsulite, artrosi e altre condizioni richiedono una valutazione differenziale.

    In assenza di segnali d’allarme, la gestione può comprendere una temporanea riduzione delle attività più irritanti, strategie concordate per il dolore e un programma graduale di movimento e forza. La fisioterapia può aiutare ad adattare esercizi e carico. Un trattamento manuale, se scelto, è soltanto un possibile supporto per i sintomi e non è il trattamento predefinito di ogni presunta «borsite».

    Una spalla o un’articolazione improvvisamente molto dolorosa, calda, arrossata e gonfia, soprattutto con febbre, brividi o malessere, richiede una valutazione medica urgente per escludere un’infezione.

    Dolore alla spalla durante la notte

    Il dolore notturno è frequente in diversi disturbi della spalla. Può aumentare per la posizione, la pressione sul lato dolente, l’immobilità o la maggiore attenzione ai sintomi quando ci si riposa. Non permette, da solo, di diagnosticare un’infiammazione, una borsite, una tendinopatia o una capsulite.

    Dolore e sonno possono influenzarsi reciprocamente: dormire male può rendere il dolore più difficile da gestire e il dolore può interrompere il sonno. Questo rapporto non dimostra quale tessuto sia coinvolto.

    È indicata una valutazione se il dolore notturno persiste, peggiora progressivamente, limita molto il sonno o la funzione, oppure si associa a febbre, malessere, perdita di peso inspiegata, gonfiore, recente trauma, debolezza o alterazioni persistenti della sensibilità.

    Dove si avverte il dolore alla spalla?

    La sede del dolore può offrire indizi, ma non identifica da sola la causa. Più condizioni producono sintomi sovrapposti e il dolore può essere avvertito lontano dalla struttura che contribuisce al problema.

    Parte anteriore o laterale

    Il dolore anteriore o laterale può comparire, per esempio, in problemi della cuffia dei rotatori, dolore subacromiale, disturbi del capo lungo del bicipite, articolazione acromion-claveare, capsulite o instabilità. Servono andamento dei sintomi ed esame clinico per distinguerli.

    Parte posteriore

    Il dolore posteriore può essere associato a strutture della spalla, ai muscoli circostanti oppure provenire dal collo. Formicolio, intorpidimento o debolezza rendono necessaria anche una valutazione neurologica.

    Condizioni cardiache, polmonari o addominali possono raramente essere percepite nella regione della spalla, ma non si riconoscono dalla sola posizione. Dolore con sintomi toracici o difficoltà respiratoria è un’emergenza; febbre, malessere o sintomi addominali importanti richiedono una valutazione medica appropriata.

    Come collaborano spalla, scapola e tronco?

    Il movimento del braccio deriva dalla collaborazione tra articolazione gleno-omerale, scapola, clavicola e torace. Collo, tronco e arti inferiori possono contribuire alla postura, all’equilibrio e al trasferimento delle forze nelle attività sportive o lavorative. Queste relazioni meccaniche possono essere considerate durante la riabilitazione quando sono pertinenti alla funzione della persona.

    Il gran dorsale origina principalmente dalle vertebre toraciche inferiori, dalla fascia toracolombare, dalla cresta iliaca e dalle coste inferiori e si inserisce sull’omero. Questa anatomia non dimostra che una posizione del bacino sia la causa generale del dolore alla spalla.

    Il torace ospita strutture vascolari e nervose importanti e contribuisce al movimento della scapola, ma non «regola» da solo l’apporto di sangue necessario alla guarigione della spalla. Non vi sono basi per attribuire comunemente il dolore alla spalla a disbiosi, candidosi, sindrome dell’intestino irritabile o a una generica infiammazione proveniente dall’intestino. Allo stesso modo, le variazioni ormonali non permettono di dedurre la formazione di osteofiti sotto l’acromion.

    La clavicola e il movimento della spalla

    La clavicola collega il braccio al torace attraverso le articolazioni sternoclavicolare e acromion-claveare. Durante l’elevazione del braccio si muove insieme alla scapola e contribuisce a trasmettere le forze. Dolore o rigidità in queste articolazioni, nella spalla o nel collo possono quindi modificare il movimento.

    Postura, lavoro sedentario e sintomi

    Lo scheletro sostiene il corpo, protegge diversi organi e, insieme a muscoli e articolazioni, rende possibile il movimento. Non ha come funzione principale quella di «sospendere» gli organi e non vi sono basi per affermare che una postura seduta provochi una disfunzione generale degli organi che, a sua volta, causi dolore alla spalla.

    Restare a lungo nella stessa posizione può aumentare temporaneamente rigidità o fastidio in alcune persone. Cambiare posizione, distribuire il carico e fare pause di movimento può aiutare il comfort, ma la postura non va considerata una diagnosi. Sintomi persistenti, progressivi o associati a debolezza e alterazioni della sensibilità richiedono una valutazione clinica.

    Consigli per il dolore alla spalla

    Riduci temporaneamente i movimenti o i carichi che provocano un peggioramento marcato, ma evita di tenere la spalla completamente immobile. Continua le attività quotidiane entro un livello tollerabile e aumenta gradualmente movimento e carico in base alla risposta dei sintomi.

    Calore o freddo possono dare sollievo a breve termine. Avvolgi sempre la fonte in un panno, limita l’applicazione a circa 10–20 minuti e controlla la pelle. Non applicare ghiaccio direttamente e chiedi consiglio prima dell’uso se hai sensibilità ridotta o problemi circolatori.

    • Cambia posizione e fai brevi pause di movimento se lavori a lungo seduto o con il braccio nella stessa posizione.
    • Mantieni attività aerobica e sonno quanto possibile regolari, adattandoli alla tua salute generale.
    • Non sono necessarie restrizioni alimentari specifiche per il dolore alla spalla, salvo indicazioni ricevute per un’altra condizione.

    Esempi di movimento da adattare

    • Pendolo: appoggia la mano sana a un tavolo, inclina leggermente il busto e lascia dondolare il braccio dolente con piccoli movimenti rilassati.
    • Scivolata sul tavolo o sulla parete: accompagna lentamente il braccio in avanti o verso l’alto, fermandoti prima di un dolore importante.
    • Movimento di scapola e torace: esegui movimenti comodi, senza spinte forzate, aumentando l’ampiezza solo se ben tollerata.

    Gli esercizi non hanno una dose universale. Interrompili e chiedi una valutazione se compaiono dolore intenso, debolezza, formicolio o intorpidimento nuovi, oppure un peggioramento persistente.

    Quando chiedere assistenza per il dolore alla spalla

    Se il dolore è lieve e non ci sono segnali d’allarme, mantieni un uso tollerabile del braccio, riduci temporaneamente le attività che aggravano molto i sintomi e osserva l’andamento. Una valutazione da parte del medico o di un professionista sanitario qualificato è indicata se il dolore non migliora dopo alcune settimane, peggiora, disturba molto il sonno o limita le attività quotidiane.

    Richiedi una valutazione urgente in caso di:

    • dolore improvviso o molto intenso, impossibilità a muovere il braccio, deformità o gonfiore importante;
    • dolore iniziato dopo una caduta, una lussazione sospetta o un altro trauma significativo;
    • spalla o articolazione calda, arrossata e gonfia con febbre, brividi o malessere;
    • formicolio che non passa, perdita di sensibilità, nuova debolezza importante oppure braccio insolitamente freddo o pallido.

    Chiama il 112/118 se il dolore alla spalla o al braccio si associa a pressione o dolore al torace, mancanza d’aria, sudorazione improvvisa, nausea, dolore alla mandibola o alla schiena, oppure collasso.

    Trattamento del dolore alla spalla

    Il trattamento dipende dalla diagnosi, dalla durata dei sintomi, dalla funzione e dagli obiettivi della persona. In molti disturbi muscoloscheletrici può comprendere:

    • Informazione e gestione del carico: ridurre per un periodo le attività più irritanti, continuando a usare il braccio entro limiti tollerabili e tornando gradualmente ai carichi abituali.
    • Esercizio: recuperare movimento, controllo e forza con un programma adattato alla risposta dei sintomi.
    • Gestione del dolore: discutere eventuali farmaci con medico o farmacista e utilizzare, se utili e sicuri, strategie come calore o freddo.
    • Fisioterapia: ricevere una valutazione funzionale e indicazioni per attività ed esercizi.
    • Accertamenti o trattamenti specialistici: esami di imaging, iniezioni o chirurgia sono riservati alle situazioni in cui possono modificare la gestione.

    La terapia manuale può essere scelta come supporto facoltativo e temporaneo per dolore o mobilità, di solito insieme all’esercizio. Non consente di identificare e «correggere» automaticamente una causa profonda e non sostituisce la valutazione medica quando sono presenti segnali d’allarme.

    Ruolo possibile dell’osteopatia nel dolore alla spalla

    L’osteopatia utilizza tecniche manuali esterne e non invasive nell’ambito dei disturbi muscoloscheletrici. Se viene scelta per un dolore alla spalla, l’inquadramento deve partire da anamnesi, funzione, esame della regione interessata e riconoscimento dei segnali che richiedono una valutazione medica.

    Un trattamento manuale può essere proposto come supporto facoltativo per alcuni sintomi o per la mobilità, preferibilmente all’interno di un piano che comprenda informazione, gestione graduale del carico ed esercizio. Benefici e limiti dipendono dalla condizione e le prove di efficacia non sono uniformi.

    Non è dimostrato che il trattamento della spalla ripristini la funzione degli organi, «liberi» genericamente i nervi o migliori la circolazione dell’intero organismo. L’osteopatia non sostituisce gli accertamenti, le cure mediche o la riabilitazione indicati. Obiettivi, alternative, possibili effetti avversi e consenso devono essere discussi prima del trattamento.