Approfondisci

Stenosi spinale

Vai alla sezione [Mostra]

    Cause e fattori di rischio della stenosi spinale

    La stenosi compare più spesso nel quadro del naturale invecchiamento dell’organismo, quando usura e alterazioni degenerative, come l’artrosi, interessano la colonna. Possono svilupparsi ispessimento dei legamenti, escrescenze ossee e modificazioni delle strutture articolari, che riducono ulteriormente lo spazio nel canale vertebrale.

    Ecco una breve panoramica delle principali cause e dei fattori di rischio:

    • Cambiamenti legati all’età: Usura e ispessimento dei legamenti, formazione di escrescenze ossee, dette osteofiti, e riduzione della qualità dei dischi.
    • Ernia del disco e spondilolistesi: I dischi possono sporgere e premere sui nervi; anche lo scivolamento delle vertebre può esercitare pressione sul midollo.
    • Patologie articolari: Artrosi e artrite reumatoide possono interessare le articolazioni della colonna e restringere il canale.
    • Condizioni ereditarie: Canale vertebrale congenitamente stretto, scoliosi e condizioni genetiche come l’acondroplasia, che influiscono sulla formazione ossea.
    • Altre condizioni: Tumori della colonna, fratture, malattia di Paget e calcificazione dei legamenti lungo la colonna. (2)

    Sintomi e segni della stenosi spinale

    I sintomi dipendono dalla sede e dal coinvolgimento dei nervi o del midollo. Il grado di restringimento visibile agli esami non corrisponde sempre all’intensità del dolore.

    Stenosi lombare

    Può causare dolore, pesantezza, formicolio o debolezza delle gambe durante il cammino o la stazione eretta. Il sollievo da seduti o piegandosi in avanti è comune nella claudicazione neurogena, ma la valutazione deve distinguere anche cause vascolari.

    Stenosi cervicale

    Può associarsi a dolore o alterazioni della sensibilità degli arti. Difficoltà a scrivere o abbottonarsi, perdita di destrezza, instabilità e cambiamenti del cammino possono indicare un coinvolgimento del midollo: se nuovi o progressivi richiedono una valutazione medica tempestiva.

    Rapida perdita di forza, nuove alterazioni di vescica o intestino o ridotta sensibilità nella zona genitale/perineale richiedono subito il pronto soccorso. Chiama il 112/118 se necessario. Non attendere un trattamento manuale o la conclusione di un programma di esercizi.

    Trattamenti conservativi e limiti della terapia manuale

    Per la stenosi lombare con claudicazione neurogena, un percorso individuale di informazioni, esercizio e attività adattata può migliorare la funzione e la tolleranza del cammino. Alcuni programmi comprendono terapia manuale insieme all’esercizio, ma questo non dimostra un beneficio di ogni tecnica osteopatica o un miglioramento garantito.

    Farmaci e altri trattamenti si valutano in base ai sintomi e ai rischi personali. Le infiltrazioni epidurali di corticosteroidi non sono raccomandate per la claudicazione neurogena da stenosi centrale lombare come soluzione abituale; indicazioni diverse richiedono una valutazione specialistica.

    Queste prove non vanno estese alla stenosi cervicale con mielopatia. Un sospetto coinvolgimento del midollo o una progressione neurologica richiedono valutazione specialistica; manipolazioni cervicali o esercizi forzati possono essere inappropriati.

    La terapia manuale non è priva di rischi e non si può garantire che gli effetti indesiderati siano solo indolenzimento. Tipo di tecnica, osteoporosi, trauma, deficit neurologici e altre condizioni modificano l’idoneità. Il percorso deve essere rivalutato se la funzione peggiora.

    Chirurgia e segnali da non rimandare

    Vai subito al pronto soccorso se compaiono nuove difficoltà a urinare, perdita del controllo di urina o feci, perdita di sensibilità intorno a genitali e ano o debolezza marcata e rapidamente progressiva. Chiama il 112 o il 118 se occorre assistenza d’emergenza. Questi sintomi possono indicare una compressione nervosa grave e non vanno osservati in attesa che l’esercizio faccia effetto.

    Una stenosi cervicale può comprimere il midollo: difficoltà nuove o progressive nel camminare, perdita di destrezza delle mani e debolezza richiedono una valutazione medica tempestiva.

    La chirurgia può essere considerata anche quando dolore alle gambe, limitazione del cammino o altri disturbi persistono nonostante un trattamento conservativo adeguato. Non è necessario arrivare alla perdita delle funzioni vescicali o intestinali. La decisione considera sintomi, esame neurologico, immagini, condizioni generali, benefici attesi e rischi.

    La decompressione crea più spazio per le strutture nervose rimuovendo parte dei tessuti che le comprimono. Tecnica, durata, degenza e recupero dipendono dal caso; la dimissione nello stesso giorno non è una regola generale. Possibili complicazioni comprendono infezione, lesione nervosa, perdita di liquido cerebrospinale o sintomi persistenti. Lo specialista spiega il rischio individuale e il programma di recupero.

    Stenosi spinale

    La stenosi spinale è un restringimento del canale vertebrale, che contiene il midollo spinale e le radici nervose. È una condizione molto comune e, nella grande maggioranza delle persone, non provoca sintomi. In alcuni casi, però, il restringimento può esercitare una pressione persistente sui nervi, causando dolore, intorpidimento e riduzione della funzionalità delle gambe o delle braccia, a seconda della sede. La stenosi si verifica più spesso nel tratto cervicale o lombare, cioè nel collo o nella parte bassa della schiena.

    Il trattamento dipende dalla gravità e può comprendere esercizio, terapia manuale, farmaci antidolorifici e, nei casi più seri, un intervento chirurgico per ridurre la pressione sul midollo o sui nervi. Questi aspetti vengono approfonditi nell’articolo. (1)

    Anatomia della colonna vertebrale e comprensione della stenosi

    Il prolungamento del cervello e del tronco encefalico è il midollo spinale. La colonna vertebrale è una struttura complessa composta da 33 vertebre, che formano un canale protettivo intorno al midollo e sostengono allo stesso tempo i movimenti e la stabilità del corpo. Tra le vertebre si trovano dischi cartilaginei, che assorbono gli urti, e piccole articolazioni, dette faccette articolari, che permettono il movimento. Con l’età, molte persone sviluppano alterazioni degenerative sia dei dischi sia delle articolazioni. Queste possono causare stenosi, soprattutto nella zona lombare e nel collo, dove la colonna è più mobile e sottoposta a maggiori carichi.

    Le 33 vertebre sono suddivise in cinque regioni principali:

    • Vertebre cervicali, nel collo: Le sette vertebre cervicali, C1–C7, si trovano nella parte superiore della colonna, sostengono il movimento della testa e proteggono la parte alta del midollo spinale. Questa regione è particolarmente mobile, ma anche soggetta a usura e lesioni che possono portare a stenosi cervicale. I sintomi possono comprendere dolore al collo, riduzione della forza muscolare e/o alterazioni della sensibilità nelle braccia e nelle mani.
    • Vertebre toraciche, nel torace: Le 12 vertebre toraciche, T1–T12, costituiscono una parte più stabile della colonna perché sono collegate alle costole. La mobilità limitata fa sì che questa regione sia raramente interessata da stenosi.
    • Vertebre lombari, nella parte bassa della schiena: Le cinque vertebre lombari, L1–L5, sono più grandi e robuste per sostenere il peso corporeo. La regione lombare è particolarmente vulnerabile alle alterazioni degenerative, come l’artrosi, ed è una delle sedi più comuni di stenosi. Il restringimento del canale può comprimere le radici nervose e causare dolore lombare, sciatica con dolore irradiato alle gambe, debolezza e riduzione della sensibilità agli arti inferiori.
    • Vertebre sacrali, nel sacro: Le cinque vertebre sacrali, S1–S5, sono fuse in un unico osso, il sacro, che collega la colonna al bacino. La stenosi sacrale è rara, ma alterazioni in questa zona possono influire sulle funzioni pelviche.
    • Vertebre coccigee, nel coccige: Le quattro vertebre inferiori formano il coccige, che ha un ruolo limitato nel movimento e nella protezione dei nervi.

    Metodi diagnostici: risonanza magnetica, TC e radiografie

    La diagnosi si basa sull’anamnesi e sulla valutazione del sistema nervoso attraverso l’esame neurologico eseguito dal medico. In alcuni casi può essere richiesta una risonanza magnetica o una TC per confermarla. Questo avviene spesso in presenza di sintomi gravi e progressivi, come dolore, irradiazione, riduzione della sensibilità e/o perdita di forza nelle braccia o nelle gambe. (4)

    In caso di dolore lombare o cervicale, con o senza irradiazione, la diagnostica per immagini non viene generalmente consigliata come primo passo. Spesso, infatti, non esiste una stretta correlazione tra ciò che mostra l’esame e i sintomi. Anche quando si rilevano alterazioni, non è possibile affermare con certezza che siano la causa del dolore.

    In uno studio, 67 persone senza dolore sono state esaminate con risonanza magnetica. Il 20% dei partecipanti sotto i 60 anni presentava un’ernia del disco e una persona una stenosi spinale. Tra quelli sopra i 60 anni, il 36% aveva un’ernia e il 21% una stenosi. (5)

    Uno studio analogo ha ottenuto risultati simili in persone asintomatiche, alcune delle quali presentavano stenosi cervicale. (6)
    I risultati hanno mostrato che spesso non c’è una correlazione chiara tra i reperti dell’esame e i sintomi. È quindi possibile osservare una stenosi nelle immagini senza che la persona abbia disturbi e, al contrario, avere sintomi anche se l’esame non mostra segni di stenosi.

    Il rapporto tra stenosi spinale e sciatica

    Il rapporto tra sciatica e stenosi dipende dal fatto che il restringimento del canale vertebrale può comprimere i nervi diretti dal midollo alle gambe. Questa pressione può causare sintomi simili alla sciatica: dolore, alterazioni della sensibilità e debolezza nei glutei e nelle gambe, spesso dovuti a irritazione o compressione del nervo sciatico.

    Sebbene entrambe le condizioni possano provocare dolore e disturbi sensitivi alle gambe, la sciatica dipende spesso da un’ernia del disco, da una compressione muscolare del nervo sciatico, come nella sindrome del piriforme, o da altre compressioni nervose specifiche. La stenosi, invece, è un restringimento strutturale del canale, spesso causato da osteofiti o alterazioni articolari. Può comunque essere all’origine dei sintomi sciatici quando il restringimento interessa i nervi, compreso il nervo sciatico.

    In molti casi i trattamenti si sovrappongono, perché l’obiettivo è ridurre la pressione sui nervi coinvolti e alleviare dolore e alterazioni della sensibilità.

    Prevenzione e consigli per convivere con la stenosi spinale

    Esercizio regolare e allenamento della forza
    L’attività fisica, soprattutto il rinforzo e gli esercizi di stabilità per la schiena e il tronco, può migliorare la stabilità della colonna e ridurre le sollecitazioni sulle zone interessate.
    L’esercizio cardiovascolare, come camminare, andare in bicicletta o remare, aumenta il flusso sanguigno nei muscoli e nelle articolazioni coinvolti e riduce la rigidità, contribuendo ad alleviare il dolore e favorire la mobilità.

    Stretching ed esercizi di flessibilità
    Gli esercizi per la zona lombare, le anche e i muscoli posteriori della coscia possono alleviare le tensioni e ridurre la pressione sul midollo e sui nervi.

    Trattamento manuale
    In alcune persone, la terapia manuale può aumentare la mobilità della schiena o del collo, favorire la guarigione, ridurre il dolore percepito e diminuire la paura del movimento.

    Postura ed ergonomia
    Prestare attenzione alla postura quotidiana può ridurre pressioni non necessarie sulla colonna e sui nervi. Utilizza tecniche corrette di sollevamento e valuta adattamenti ergonomici della postazione di lavoro per sostenere al meglio la schiena.

    Controllo del peso e cambiamenti alimentari
    Mantenere un peso sano riduce il carico sulla colonna e può alleviare i sintomi. Un’alimentazione ricca di cibi antinfiammatori, come verdura, frutta, cereali integrali e grassi sani, può inoltre ridurre l’infiammazione e migliorare la salute generale.

    Antidolorifici
    Antidolorifici e antinfiammatori, come i FANS, possono essere utili per un sollievo a breve termine, ma l’utilizzo prolungato va evitato a causa degli effetti indesiderati. Esistono inoltre evidenze che calore, freddo e massaggio possano ridurre il dolore e migliorare la mobilità.

    Imparare ad ascoltare il corpo
    È importante trovare un equilibrio tra attività e riposo. Uno sforzo eccessivo può peggiorare i sintomi, mentre un’attività moderata può essere utile. Può quindi essere opportuno suddividere le attività quotidiane in parti più piccole e fare pause frequenti.

    Valutare il sostegno psicologico
    La terapia cognitivo-comportamentale, o CBT, e la mindfulness si sono dimostrate efficaci nella gestione del dolore cronico, riducendo lo stress e favorendo un approccio positivo al sollievo dal dolore.

    Nel loro insieme, queste misure possono migliorare la qualità della vita delle persone con stenosi e potenzialmente ridurre la necessità di trattamenti medici.

    Bibliografia

    1. Stenosi spinale – Manuale medico di Sundhed.dk [Internet]. 2024.
    2. Stenosi spinale – National Institutes of Health [Internet]. Stenosi spinale – National Institutes of Health.
    3. Munakomi S, Foris LA, Varacallo M. Stenosi spinale e claudicazione neurogena. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 [consultato il 3 novembre 2024]. Disponibile su: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430872/
    4. Comer C, Ammendolia C, Battié MC, Bussières A, Fairbank J, Haig A e collaboratori. Consenso su un algoritmo standardizzato del percorso terapeutico per la stenosi lombare: uno studio Delphi internazionale. BMC Musculoskelet Disord. dicembre 2022;23(1):550.
    5. Boden SD, Davis DO, Dina TS, Patronas NJ, Wiesel SW. Alterazioni della risonanza magnetica lombare in soggetti asintomatici. Uno studio prospettico. J Bone Joint Surg Am. marzo 1990;72(3):403–8.
    6. Boden SD, McCowin PR, Davis DO, Dina TS, Mark AS, Wiesel S. Alterazioni della risonanza magnetica cervicale in soggetti asintomatici. Uno studio prospettico. J Bone Joint Surg Am. settembre 1990;72(8):1178–84.
    7. Wessberg P, Frennered K. Stenosi lombare centrale: storia naturale dei pazienti non operati. Eur Spine J Off Publ Eur Spine Soc Eur Spinal Deform Soc Eur Sect Cerv Spine Res Soc. ottobre 2017;26(10):2536–42.
    8. Ammendolia C, Côté P, Southerst D, Schneider M, Budgell B, Bombardier C e collaboratori. Trattamento non chirurgico completo rispetto alle cure autogestite per migliorare la capacità di camminare nella stenosi lombare: uno studio randomizzato. Arch Phys Med Rehabil. dicembre 2018;99(12):2408-2419.e2.
    9. Ammendolia C, Hofkirchner C, Plener J, Bussières A, Schneider MJ, Young JJ e collaboratori. Trattamento non chirurgico della stenosi lombare con claudicazione neurogena: revisione sistematica aggiornata. BMJ Open. 19 gennaio 2022;12(1):e057724.
    10. Intervento per stenosi del canale lombare – Regione della Danimarca centrale.
    11. Zaina F, Tomkins-Lane C, Carragee E, Negrini S. Trattamento chirurgico rispetto a quello non chirurgico della stenosi lombare. Cochrane Database Syst Rev. 29 gennaio 2016;2016(1):CD010264.
    12. 12. Deyo RA, Martin BI, Kreuter W, Jarvik JG, Angier H, Mirza SK. Chirurgia di revisione dopo interventi per stenosi lombare. J Bone Joint Surg Am. 2 novembre 2011;93(21):1979–86.