Approfondimenti sui sintomi di

Mononucleosi

Scopri di più sulla mononucleosi e sul suo trattamento

Che cos’è la mononucleosi infettiva?

È una sindrome infettiva causata più spesso dal virus di Epstein-Barr, o EBV. La trasmissione attraverso la saliva spiega il nome comune «malattia del bacio», ma i baci non sono l’unica modalità di contagio.

La forma sintomatica è frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. L’infezione può comparire anche in altre età e nei bambini piccoli può dare pochi sintomi.

Vai alla sezione [Mostra]

    I sintomi più comuni

    Febbre, mal di gola, linfonodi ingrossati e stanchezza possono comparire insieme. Le tonsille possono gonfiarsi e presentare depositi; talvolta compaiono eruzioni cutanee e un ingrossamento di milza o fegato.

    Molti adulti hanno avuto un’infezione da EBV, anche senza ricordare una mononucleosi. Questo non equivale a un’immunità che elimini definitivamente il virus: EBV può restare latente nell’organismo.

    I sintomi non sono esclusivi della mononucleosi. Un mal di gola importante o persistente richiede una valutazione per distinguere altre possibili cause.

    Come si arriva alla diagnosi?

    Il medico considera sintomi, durata e visita. Può richiedere analisi del sangue per distinguere la mononucleosi da altre infezioni o verificare il coinvolgimento di altri organi.

    Il test per anticorpi eterofili, spesso chiamato Monospot, non conferma da solo un’infezione da EBV. Può dare risultati falsamente positivi o negativi, soprattutto nelle fasi iniziali o nei bambini piccoli.

    Quando indicata, la ricerca di anticorpi specifici contro EBV aiuta a interpretare un’infezione recente o pregressa. Il significato dipende dalla combinazione dei risultati e dal quadro clinico, non da un singolo valore letto isolatamente.

    Trattamento e cura quotidiana

    La cura è generalmente di sostegno: riposo, liquidi e gestione del dolore o della febbre. La scelta degli antidolorifici dipende da età, condizioni cliniche e altre terapie. Non somministrare aspirina ai minori di sedici anni, salvo specifica prescrizione.

    Gli antibiotici non curano EBV; possono essere necessari soltanto per una diversa indicazione valutata dal medico. Difficoltà a bere o deglutire richiedono assistenza.

    Impossibilità a deglutire la saliva o grave difficoltà respiratoria richiedono assistenza urgente: chiamare il 112 o il 118.

    Le manipolazioni non trattano l’infezione

    Non massaggiare o manipolare milza e fegato per «liberare tensioni». Non vi sono prove sufficienti che l’osteopatia regoli l’immunità contro EBV o acceleri la guarigione; una milza ingrossata richiede precauzioni specifiche.

    Precauzioni per la milza e il fegato

    La mononucleosi può ingrossare la milza e alterare temporaneamente la funzione epatica. Evitare sport di contatto, urti all’addome e sollevamento di carichi pesanti fino alla ripresa autorizzata dal curante.

    Dolore improvviso e forte nella parte alta sinistra dell’addome, eventualmente verso la spalla, soprattutto con capogiri, svenimento o difficoltà respiratoria, può indicare una complicanza: chiamare il 112 o il 118.

    Che cosa significa la persistenza di EBV?

    Il virus può restare latente e riattivarsi, talvolta senza sintomi, con possibile eliminazione nella saliva. La guarigione dei sintomi non garantisce quindi l’assenza di contagiosità.

    EBV è coinvolto in alcuni tumori e la ricerca ne studia il ruolo nella sclerosi multipla. Avere avuto l’infezione non significa che si svilupperanno queste malattie; non è possibile ricavare una previsione individuale dalla sola storia di mononucleosi. Chi è immunodepresso necessita di indicazioni specifiche del proprio medico.

    Recupero e ritorno alle attività

    Molte persone migliorano nelle settimane successive, ma la stanchezza può durare più a lungo, anche per mesi. Non va minimizzata né attribuita automaticamente a scarsa volontà.

    Nella fase acuta occorre riposo. Il ritorno a scuola o al lavoro dipende dalle condizioni e può richiedere adattamenti; il ritorno allo sport va discusso separatamente, considerando anche il rischio per la milza.

    Evitare alcol durante la malattia, soprattutto se il fegato è coinvolto, e seguire il parere del curante. Un mese dall’inizio dei sintomi non rappresenta una soglia universale di sicurezza.

    Un’eruzione cutanea può comparire, anche in relazione a farmaci: segnalarla al medico senza dedurre da soli la causa. Sintomi prolungati o nuovi richiedono rivalutazione.

    Alimentazione e riduzione del contagio

    Se il mal di gola o l’inappetenza rendono difficile mangiare, possono essere più tollerabili piccoli pasti e bevande a piccoli sorsi. Chiedere assistenza se l’apporto resta insufficiente o compaiono segni di disidratazione.

    Una dieta adeguata sostiene i bisogni dell’organismo, ma vitamine e integratori non costituiscono una cura di EBV. Eventuali carenze vanno valutate. Non occorre seguire una prescrizione universale di corsa o altri esercizi durante l’infezione.

    Per limitare lo scambio di saliva, non condividere bicchieri, borracce, posate o spazzolini ed evitare baci durante la malattia. Lavare le mani e pulire gli oggetti contaminati dalle secrezioni.