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Artrosi
Scopri sintomi, diagnosi e gestione dell’artrosi.
Artrosi
L’artrosi è una condizione che coinvolge l’intera articolazione. Nel tempo possono cambiare la cartilagine, l’osso sottostante, la membrana sinoviale, la capsula e i muscoli circostanti. Questi cambiamenti possono associarsi a dolore, rigidità e difficoltà nelle attività quotidiane, ma il loro significato varia da persona a persona.
La cartilagine può assottigliarsi o diventare irregolare, senza che debba necessariamente scomparire del tutto. Il decorso non è una distruzione inevitabile e continua: i sintomi possono rimanere stabili, alternare periodi migliori e peggiori oppure migliorare con esercizio adattato, gestione delle attività e altri trattamenti appropriati. Gonfiore e calore non sono presenti in tutte le persone e, se compaiono improvvisamente con forte dolore o febbre, richiedono una valutazione urgente per escludere altre cause.
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Che cos’è l’artrosi?
L’artrosi è una condizione articolare caratterizzata da cambiamenti della cartilagine e di altri tessuti dell’articolazione. Non è soltanto «usura» e non va descritta come un’articolazione destinata a fallire. Età, precedenti lesioni, caratteristiche dell’articolazione, fattori genetici e carichi accumulati possono contribuire in misura diversa.
Come viene diagnosticata?
Nelle persone di almeno 45 anni con dolore articolare legato all’attività e rigidità mattutina assente o non superiore a circa 30 minuti, la diagnosi è in genere clinica, attraverso anamnesi ed esame, senza necessità di radiografia o risonanza. Gli esami sono indicati quando il quadro è atipico, si sospetta un’altra condizione oppure servono per pianificare un trattamento specialistico.
I reperti alle immagini e i sintomi non coincidono sempre: alterazioni evidenti possono dare pochi disturbi e cambiamenti modesti possono accompagnarsi a dolore importante. La gestione viene quindi guidata soprattutto da dolore, funzione, obiettivi e condizioni generali.
Movimento e cartilagine
Il carico e il movimento contribuiscono alla salute dell’articolazione, e l’esercizio terapeutico può migliorare dolore e funzione. Questo beneficio clinico non dimostra però che l’attività rigeneri la cartilagine consumata. Il programma va adattato alla persona e aumentato gradualmente.
Artrosi cervicale e spondilosi
Con l’età sono comuni cambiamenti degenerativi nelle vertebre, nei dischi e nelle articolazioni del collo, spesso descritti come spondilosi cervicale. Molte persone presentano questi reperti senza sintomi. Le percentuali riferite al dolore cervicale nella popolazione non indicano quante persone abbiano un’artrosi cervicale sintomatica.
Possibili sintomi
Quando è sintomatica, la spondilosi può associarsi a dolore o rigidità del collo e della spalla, talvolta con cefalea che parte dalla nuca. Scatti, scricchiolii e sensazioni di sfregamento sono frequenti anche senza una malattia importante e non consentono, da soli, di diagnosticare artrosi.
Dolore che si irradia al braccio, formicolio o debolezza possono indicare il coinvolgimento di una radice nervosa. Nuovi problemi nel cammino, perdita di coordinazione delle mani, debolezza crescente agli arti o perdita del controllo di vescica o intestino richiedono assistenza urgente.
Cambiamenti degenerativi della colonna vertebrale
Nella colonna i cambiamenti legati all’età vengono spesso chiamati spondilosi e possono interessare dischi, articolazioni e strutture ossee. Sono comuni anche in persone senza dolore. Il mal di schiena aspecifico non equivale a un’artrosi visibile alle immagini e non è, per definizione, un’artrite infiammatoria.
Dolore, rigidità o riduzione della funzione possono avere cause diverse. La stenosi spinale è un restringimento del canale o degli spazi per i nervi: quando provoca sintomi lombari, può causare dolore, pesantezza, formicolio o debolezza alle gambe durante la stazione eretta o il cammino, spesso alleviati sedendosi o piegandosi in avanti. Anche in questo caso, un reperto radiologico non è necessariamente sintomatico.
Movimento ed esercizio per il mal di schiena
Per molti episodi di lombalgia è utile continuare le normali attività e scegliere un esercizio compatibile con capacità e preferenze. Questa raccomandazione riguarda il mal di schiena in generale e non prova che ogni dolore sia causato dall’artrosi della colonna. Un professionista può adattare il percorso se i sintomi persistono, cambiano o comprendono segni neurologici.
Perdita di sensibilità nella zona genitale o perineale, nuovi problemi nel controllo di vescica o intestino oppure debolezza rapidamente progressiva richiedono assistenza immediata: recati subito in pronto soccorso o chiama il 112/118.
Artrosi della spalla
L’artrosi può interessare l’articolazione gleno-omerale, tra testa dell’omero e scapola, oppure l’articolazione acromion-claveare, nella parte superiore della spalla. Anche l’articolazione sternoclavicolare può presentare cambiamenti degenerativi. Non è corretto indicare la gleno-omerale come sede necessariamente più comune senza specificare la popolazione considerata.
Possibili sintomi
Il quadro può comprendere dolore durante il movimento o il carico, rigidità, riduzione dell’ampiezza e crepitii. La limitazione varia e non segue una sequenza obbligata. Una visita distingue l’artrosi da problemi della cuffia dei rotatori, capsulite, dolore cervicale e altre cause; gli esami vengono scelti se possono chiarire il quadro o orientare una decisione specialistica.
Esercizio per l’artrosi della spalla
Movimento, forza e attività vengono adattati ai sintomi e agli obiettivi. La progressione può comprendere mobilità e rafforzamento dei muscoli della spalla e della scapola, senza dover prima «correggere» una presunta cattiva circolazione, innervazione o un disallineamento. Muscoli, capsula e legamenti contribuiscono insieme alla stabilità; non serve contrapporli per giustificare il trattamento.
Artrosi della mano, delle dita e del polso
Nella mano l’artrosi interessa spesso le articolazioni interfalangee distali, vicine alle unghie, le interfalangee prossimali, al centro delle dita, e la base del pollice. Il polso può essere coinvolto, per esempio dopo un trauma o insieme ad altre condizioni. I disturbi possono comparire in una o in entrambe le mani e non riguardano necessariamente per prima la mano dominante.
Possibili sintomi
Dolore, rigidità, gonfiore e difficoltà nella presa possono variare nel tempo. Possono formarsi noduli ossei e le dita possono cambiare forma o deviare: la deformità non esclude quindi l’artrosi. L’artrite reumatoide può anch’essa colpire le mani; distribuzione, durata della rigidità mattutina, tipo di gonfiore, sintomi generali ed eventuali esami aiutano a distinguerla. La sola forma delle articolazioni non basta.
Movimento e supporto
Esercizi delicati di mobilità e forza possono essere utili, con intensità regolata in base a dolore e funzione. Non è necessario un allenamento intenso per tutti. Un fisioterapista o terapista occupazionale può proporre adattamenti, ausili o una protezione temporanea per rendere più semplici le attività quotidiane.
Artrosi dell’anca
L’artrosi dell’anca può causare dolore all’inguine, alla parte esterna dell’anca, alla coscia o al ginocchio e rendere più difficili cammino, scale, calzature e ingresso in automobile. Rigidità e riduzione del movimento sono comuni, ma intensità e andamento variano.
Decorso e sintomi
I sintomi possono comparire gradualmente e alternare fasi più e meno fastidiose. Non peggiorano inevitabilmente in parallelo con la cartilagine e non tutte le persone sviluppano dolore a riposo, dolore notturno o zoppia. Se il dolore cambia rapidamente, impedisce di caricare la gamba oppure l’anca diventa calda e gonfia con febbre, serve una valutazione urgente per altre cause.
Esercizio per l’artrosi dell’anca
Un programma individuale può comprendere rafforzamento locale, mobilità tollerata e attività aerobica. I muscoli che muovono l’anca hanno origini diverse nel bacino, nel femore e nel tronco; non provengono tutti dalla zona lombare. Il carico va aumentato gradualmente e può essere supervisionato quando dolore, equilibrio o altre condizioni rendono più difficile esercitarsi.
Artrosi del ginocchio
L’artrosi del ginocchio è comune, soprattutto con l’avanzare dell’età, ma la frequenza dipende dalla definizione, dalla popolazione e dal fatto che si considerino sintomi o sole immagini. Può interessare un ginocchio o entrambi e non è utile trasferire un’unica percentuale a tutte le persone.
Possibili sintomi
Dolore durante cammino, scale o altri carichi, rigidità dopo inattività, riduzione del movimento, crepitii e gonfiore possono comparire in combinazioni diverse. Cedimento o difficoltà a distendere il ginocchio meritano una valutazione, soprattutto se compaiono dopo un trauma o il ginocchio rimane bloccato.
Esercizio per l’artrosi del ginocchio
Esercizi terapeutici adattati, compresi rafforzamento locale e attività aerobica, sono una parte centrale della gestione. Anca, piede e caviglia possono essere valutati quando influenzano un’attività concreta, ma il ginocchio non dipende sempre da una disfunzione in un’altra regione. Un fisioterapista con competenze muscoloscheletriche può aiutare a scegliere e progredire il programma; non serve un esperto dell’anca per ogni caso.
Artrosi della caviglia e del piede
L’artrosi può interessare la caviglia, il mesopiede e le articolazioni delle dita, spesso la base dell’alluce. Alla caviglia può comparire anche dopo una precedente frattura o distorsione importante. Dolore, rigidità, gonfiore e difficoltà nel cammino variano fra persone e non seguono necessariamente un peggioramento continuo.
Il dolore può aumentare con il carico oppure essere più evidente dopo il riposo. Questo andamento non dimostra da solo un’infiammazione crescente. Artrosi, tendinopatia achillea, dolore plantare e altre condizioni possono coesistere, ma l’artrosi non causa inevitabilmente speroni calcaneari o infiammazione di tendini e fascia.
Movimento e gestione del carico
L’esercizio non è intrinsecamente dannoso per un’articolazione con artrosi. Mobilità, forza di piede e caviglia, equilibrio e attività aerobica possono essere adattati alla tolleranza e aumentati con gradualità. Calzature, ausili o modifiche temporanee dell’attività vengono scelti secondo sintomi e funzione. Un aumento iniziale moderato del fastidio può avvenire; dolore intenso o gonfiore persistente richiedono una rivalutazione del programma.
Fattori associati all’artrosi
L’artrosi deriva dall’interazione di più fattori. Età, predisposizione familiare, forma e stabilità dell’articolazione, precedenti lesioni o interventi e determinati carichi lavorativi o sportivi possono contribuire. Per le articolazioni portanti, sovrappeso e obesità possono aumentare il rischio e i sintomi. Questi elementi non permettono di prevedere con certezza chi avrà dolore.
Una postura ritenuta «scorretta» o una generica cattiva circolazione non sono cause universali dimostrate. Il dolore e la funzione dipendono dall’intera situazione clinica, non da un singolo allineamento.
Cartilagine, liquido sinoviale e movimento
La cartilagine articolare non possiede una propria rete di vasi sanguigni e riceve nutrienti anche attraverso lo scambio con il liquido sinoviale. Movimento e carico dosato favoriscono la funzione dell’articolazione, mentre l’esercizio terapeutico può ridurre dolore e migliorare le attività. Non è però clinicamente dimostrato che correggere la postura o aumentare il flusso sanguigno circostante rigeneri la cartilagine persa.
Un trauma precedente può aumentare il rischio di artrosi, ma rigidità e limitazione non sono inevitabili. Prevenzione e riabilitazione dipendono dalla lesione e dalle caratteristiche individuali.
Sintomi dell’artrosi
Non tutte le persone sviluppano artrosi e non tutte quelle con cambiamenti visibili alle immagini presentano sintomi. Dolore e funzione possono essere molto diversi anche quando radiografie o risonanze mostrano alterazioni simili.
I sintomi possibili comprendono dolore legato all’attività, rigidità dopo inattività, riduzione del movimento, dolorabilità, gonfiore, crepitii e debolezza. Possono essere lievi e intermittenti oppure più continui. In alcune persone il dolore diminuisce nel tempo anche se rimangono noduli o cambiamenti strutturali.
La rigidità mattutina tipica è spesso assente o dura meno di circa 30 minuti. Una rigidità molto più prolungata, un’articolazione improvvisamente calda e gonfia, febbre, rapido peggioramento o deformità nuova sono caratteristiche atipiche che richiedono valutazione per una diagnosi diversa o aggiuntiva.
Farmaci per l’artrosi
I farmaci possono aiutare a controllare il dolore e a mantenere l’attività, ma non ricostruiscono la cartilagine. La scelta va concordata con il medico o il farmacista considerando altre malattie, gravidanza, farmaci già assunti e possibili effetti indesiderati.
Per l’artrosi del ginocchio si può valutare un antinfiammatorio da applicare sulla pelle; per altre sedi la scelta dipende dalle condizioni individuali. Gli antinfiammatori per bocca richiedono particolare attenzione ai rischi per stomaco, reni e sistema cardiovascolare. Il paracetamolo ha benefici limitati nell’artrosi e non è una soluzione automatica per i casi lievi. Non associare farmaci autonomamente.
In casi selezionati il medico può proporre un’infiltrazione di corticosteroide per un sollievo temporaneo. Non è un passaggio obbligato prima della chirurgia. Farmaci e infiltrazioni si inseriscono in un percorso che comprende esercizio adattato e gestione delle attività.
Condizioni da distinguere dall’artrosi
Dolore, rigidità e gonfiore articolare possono dipendere da condizioni diverse. La valutazione considera distribuzione dei sintomi, durata della rigidità, rapidità di insorgenza, segni generali, traumi ed eventuali esami.
- Artriti infiammatorie: artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiloartrite coinvolgono il sistema immunitario, ma hanno caratteristiche e percorsi diagnostici distinti.
- Artrite reattiva: può comparire dopo alcune infezioni e non coincide con la normale degenerazione articolare.
- Gotta e altre artriti da cristalli: sono provocate dal deposito di cristalli nell’articolazione, non da un attacco autoimmune.
- Spondilosi e stenosi spinale: descrivono cambiamenti degenerativi e restringimenti nella colonna; non sono in generale malattie autoimmuni, anche se possono coesistere con artrosi delle articolazioni vertebrali.
Un’articolazione improvvisamente molto dolorosa, calda, rossa e gonfia, soprattutto con febbre o malessere, richiede assistenza urgente per escludere un’infezione. Non va attribuita automaticamente ad artrosi o gotta.
Artrosi e lavoro
L’effetto dell’artrosi sul lavoro varia in base all’articolazione interessata, ai sintomi, alle mansioni e alla possibilità di adattarle. Non esiste una statistica universale secondo cui una persona su due con artrosi debba avere dolore al lavoro.
I sintomi possono essere persistenti oppure fluttuare. Un lavoro fisico può richiedere modifiche temporanee di pesi, ripetizioni o posizioni; un lavoro sedentario può beneficiare di pause, cambi di postura e una postazione più adatta. Ausili, strumenti con impugnature più comode o una diversa organizzazione delle attività possono ridurre le difficoltà.
Quando possibile, rimanere attivi e concordare un rientro graduale può sostenere funzione e autonomia. Medico, fisioterapista, terapista occupazionale o servizio di medicina del lavoro possono aiutare a definire adattamenti concreti. Se il piano non funziona o la capacità lavorativa cambia, è utile rivalutarlo invece di presumere che il dolore diventerà inevitabilmente cronico.
Quando considerare un intervento per l’artrosi
Per l’artrosi di anca, ginocchio o spalla si può considerare l’invio a uno specialista per una possibile sostituzione articolare quando dolore, rigidità, riduzione della funzione o deformità incidono in modo sostanziale sulla qualità della vita e le opzioni non chirurgiche sono inefficaci o non adatte.
La decisione di inviare allo specialista si basa sulla valutazione clinica e sulle priorità della persona. Non richiede un punteggio numerico prestabilito né un livello obbligatorio di gravità alla radiografia o alla risonanza. Le immagini possono essere utilizzate dallo specialista quando servono a confermare anatomia e pianificare la procedura.
Essere inviati non significa dover essere operati. Benefici attesi, rischi, riabilitazione e alternative vengono discussi attraverso una decisione condivisa. Età, peso, fumo o altre malattie non dovrebbero da soli impedire l’invio, anche se possono influenzare la preparazione e il rischio individuale. Per articolazioni o procedure diverse dalla protesi, indicazioni e prove devono essere valutate separatamente.
Che cosa puoi fare per l’artrosi?
Muoviti con regolarità. Un programma graduale di forza, mobilità e attività aerobica può migliorare dolore e funzione. Un fisioterapista può adattarlo alle tue capacità e aiutarti a gestire eventuali aumenti iniziali dei sintomi.
Valuta il peso quando è appropriato. Se sei in sovrappeso o hai obesità, una riduzione sostenibile del peso può aiutare soprattutto le articolazioni degli arti inferiori. Dimagrire non è indicato per tutti: concorda un obiettivo adatto alla tua salute.
Segui un’alimentazione equilibrata. Non esiste una dieta acido-base, chetogenica o altro regime specifico dimostrato capace di curare l’artrosi. Evita restrizioni senza indicazione clinica.
Cura sonno, recupero e attività quotidiane. Pause, adattamenti del lavoro e strategie per gestire lo stress possono rendere più sostenibile la vita con il dolore. Se i sintomi limitano molto la tua autonomia o cambiano rapidamente, richiedi una rivalutazione medica.