17.01.25

La ricerca sugli infortuni nel padel

Il padel richiede cambi di direzione e gesti ripetuti. Una panoramica dei possibili disturbi, dei limiti degli studi e delle scelte pratiche su allenamento, recupero e attrezzatura, con i segnali che richiedono una valutazione.

Padel: movimento, allenamento e possibili infortuni

Il padel combina spostamenti rapidi, frenate, cambi di direzione e colpi di racchetta. Richiede coordinazione tra ciò che si vede, la posizione in campo e il gesto scelto. Come in altri sport, possono comparire traumi acuti e disturbi legati a carichi ripetuti. Conoscere queste situazioni aiuta a organizzare l’attività e a riconoscere quando serve una valutazione.

Che cosa ci dicono gli studi?

Le pubblicazioni descrivono problemi a gomito, spalla, schiena e arti inferiori. I risultati dipendono però da chi viene studiato, dal livello di gioco, dalle ore di esposizione e da come viene definito un infortunio. Non è corretto applicare una graduatoria unica a ogni giocatore.

Un articolo dedicato ai disturbi muscoloscheletrici nel padel descrive gesti sportivi e possibili reperti ecografici. Questo tipo di lavoro aiuta a comprendere l’anatomia e la valutazione clinica, ma non dimostra che tutti i giocatori debbano sottoporsi a ecografia o che una particolare terapia prevenga gli infortuni.

Quali disturbi possono comparire?

  • Gomito: colpi e presa della racchetta possono associarsi a dolore laterale, spesso chiamato gomito del tennista. Il termine tendinopatia descrive il disturbo del tendine senza attribuirlo automaticamente a un’infiammazione.
  • Spalla: colpi sopra la testa, come smash e bandeja, hanno richieste diverse dal servizio. Nel padel il servizio si esegue dal basso, colpendo la pallina dopo il rimbalzo a un’altezza non superiore alla vita: non è un servizio sopra la testa come nel tennis.
  • Ginocchio e tendini: frenate, ripartenze e salti possono essere associati a sintomi del ginocchio o dei tendini rotuleo e d’Achille. Dolore in queste sedi non identifica da solo il tessuto coinvolto.
  • Caviglia e muscoli: un appoggio imprevisto può causare una distorsione; uno scatto può provocare una lesione muscolare. Il meccanismo e la perdita di funzione orientano la valutazione.
  • Schiena: rotazioni e tempo di gioco possono coincidere con una lombalgia. Il dolore non prova automaticamente una postura scorretta o un disallineamento da correggere.

Preparare il corpo e gestire i carichi

Prima della partita, dedica tempo a movimenti graduali, spostamenti e colpi a intensità crescente. Se riprendi dopo una pausa, aumenta progressivamente durata e frequenza delle partite, lasciando spazio al recupero. Il lavoro di forza e di controllo del movimento può essere adattato al livello, agli obiettivi e agli eventuali disturbi.

Imparare la tecnica con un istruttore aiuta a conoscere il gioco e a gestire i gesti. Non esiste però una tecnica perfetta che elimini ogni rischio. Dolore che aumenta, modifica il movimento o persiste tra una partita e l’altra merita attenzione: riduci temporaneamente ciò che lo provoca e chiedi consiglio per un ritorno graduale.

Attrezzatura e comfort

Scegli una racchetta che riesci a controllare comodamente, considerando peso, bilanciamento e impugnatura. Scarpe adatte alla superficie devono consentire un appoggio stabile e confortevole. Nessuna tecnologia antivibrazione, suola o accessorio garantisce da sola la prevenzione delle lesioni. Prova eventuali cambiamenti progressivamente, senza attribuire ogni dolore all’attrezzatura.

Quando interrompere e farsi valutare

Dopo un trauma, deformità, dolore intenso, gonfiore importante, impossibilità di appoggiare il peso o utilizzare l’arto richiedono una valutazione tempestiva. Un improvviso schiocco con perdita di forza, per esempio l’impossibilità di spingere sul piede, può indicare una lesione tendinea e va valutato urgentemente. Interrompi il gioco e non tentare di «sbloccare» la parte con manipolazioni.

Dolori ricorrenti o limitazioni che non migliorano richiedono un percorso sanitario adeguato. Visita e storia dei sintomi vengono prima di eventuali esami: non tutte le situazioni necessitano di imaging.

Quale spazio per la terapia manuale?

Per alcuni sintomi muscoloscheletrici una terapia manuale può essere considerata all’interno di un percorso appropriato; nella lombalgia, per esempio, le linee guida la collocano insieme all’esercizio. Questo non dimostra che l’osteopatia prevenga gli infortuni del padel, migliori le prestazioni o individui una causa strutturale nascosta. La gestione di una lesione e la riabilitazione richiedono professionisti abilitati e obiettivi verificabili.

Approfondimenti: pubblicazione sui disturbi muscoloscheletrici nel padel, regole della Federazione Internazionale Padel e linee guida NICE sulla lombalgia.