Approfondimenti sul benessere dei neonati
Reflusso nei neonati?
In questa pagina puoi approfondire il reflusso nei neonati.
Che cos’è il reflusso nei neonati?
Molti genitori sentono usare il termine reflusso per descrivere la risalita del latte dopo una poppata. È del tutto normale che i neonati rigurgitino piccole quantità di latte, soprattutto nei primi 20-30 minuti dopo essersi nutriti. Si tratta generalmente di latte non digerito e spesso accade semplicemente perché lo stomaco del bambino si riempie rapidamente, permettendo a un po’ di latte di risalire.
Questo tipo di rigurgito è estremamente comune nei primi mesi e fa generalmente parte del normale sviluppo durante la maturazione dell’apparato digerente. La maggior parte dei bambini che rigurgitano spesso è comunque sana e sta bene.
Se i genitori sono preoccupati per la frequenza o la quantità dei rigurgiti, oppure se il bambino sembra a disagio, irrequieto o non cresce di peso come previsto, può essere utile chiedere indicazioni a un medico, a un’ostetrica o al personale sanitario che segue l’infanzia, per ricevere rassicurazione e sostegno.
Vomito verde o con sangue, vomito a getto ripetuto, addome gonfio e dolente, rifiuto delle poppate, pochi pannolini bagnati o mancata crescita richiedono una valutazione pediatrica tempestiva. Per difficoltà respiratoria, marcata sonnolenza o un bambino che appare gravemente malato, chiama il 112/118.
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Reflusso gastroesofageo, RGE
Come molte altre parti del corpo del neonato, lo stomaco e l’esofago continuano a maturare nei primi mesi. Il muscolo nella parte superiore dello stomaco, lo sfintere esofageo inferiore, o LES, non è completamente sviluppato alla nascita. Si apre quindi più facilmente rispetto a quello degli adulti, consentendo a piccole quantità di latte o aria di risalire. È una normale fase dello sviluppo e spesso aiuta il bambino a liberarsi dell’aria ingerita.
Se il latte è rimasto più a lungo nello stomaco prima di risalire, può apparire più denso o avere un odore leggermente acido. Anche questo è comune e generalmente rientra nei normali processi digestivi del lattante.
Il reflusso gastroesofageo, in cui piccole quantità di contenuto gastrico risalgono nell’esofago, è un normale processo fisiologico nei bambini da circa tre settimane di vita fino al primo anno. Può verificarsi molte volte al giorno e presentarsi come:
- latte che il bambino deglutisce nuovamente
- piccoli rigurgiti visibili
- occasionali rigurgiti più abbondanti
Oltre la metà dei bambini sani tra 0 e 3 mesi rigurgita regolarmente. Tra i 10 e i 12 mesi questo diventa molto meno frequente, con la maturazione dell’apparato digerente.
Sfintere esofageo inferiore, LES
Il LES è un muscolo ad anello alla base dell’esofago che funziona come una valvola a senso unico, mantenendo il contenuto gastrico nello stomaco. Il suo movimento è involontario e fa parte della normale funzione digestiva.
Nei bambini più grandi o negli adulti, l’irritazione provocata dalla risalita del contenuto gastrico può contribuire a disturbi come il bruciore. Nei neonati, invece, il reflusso si manifesta spesso senza disagio e nella maggior parte dei casi migliora naturalmente quando il LES si rinforza e l’apparato digerente si sviluppa.
Se un bambino presenta disagio persistente, difficoltà ad alimentarsi o un aumento di peso inferiore al previsto, i genitori dovrebbero rivolgersi a un medico, a un’ostetrica o al personale sanitario che segue l’infanzia per una valutazione e un sostegno.
Reflusso silente, o «nascosto», nei neonati
Il termine reflusso silente viene talvolta usato quando il latte risale nell’esofago del bambino ma viene nuovamente deglutito, senza un rigurgito visibile. Poiché dalla bocca non esce nulla, i genitori possono riconoscerlo più difficilmente. L’idea alla base del termine è che alcuni bambini possano apparire irrequieti durante o dopo le poppate senza mostrare i segni più tipici del rigurgito.
Il reflusso silente è un concetto basato in gran parte sull’osservazione clinica e la ricerca nei lattanti è ancora limitata. Non tutti i professionisti utilizzano questo termine e le manifestazioni possono variare molto da un bambino all’altro.
I genitori possono descrivere questi bambini come a disagio, più irritabili del solito o difficili da calmare, soprattutto intorno alle poppate. Questi comportamenti possono però avere molte spiegazioni; per questo è utile considerare il benessere complessivo del bambino, anziché concentrarsi soltanto sul rigurgito.
Alcuni bambini possono mostrare, in momenti diversi, sia rigurgiti visibili sia comportamenti associati al reflusso silente. Se i genitori non sanno se l’alimentazione o i rigurgiti contribuiscano all’irritabilità, possono chiedere indicazioni a un medico, a un’ostetrica o al personale sanitario che segue l’infanzia, per una valutazione e una rassicurazione.
Piccoli accorgimenti per calmare il bambino dopo la poppata
Poiché i comportamenti simili al reflusso sono molto comuni nei neonati, molti genitori provano piccoli accorgimenti per aiutarli a stare più comodi durante e dopo le poppate. Non sono trattamenti per il reflusso, ma strategie quotidiane che alcune famiglie trovano rasserenanti.
Ecco alcune idee generali che i genitori spesso esplorano:
- Tenere il bambino in posizione verticale per un breve periodo dopo la poppata, dandogli il tempo di tranquillizzarsi
- Offrire poppate più piccole e frequenti, se questo si adatta naturalmente al ritmo del bambino
- Creare un ambiente tranquillo durante l’alimentazione, con meno distrazioni e una luce soffusa
- Dare al bambino la possibilità di fare il ruttino durante e dopo la poppata
- Proporre brevi momenti a pancia in giù soltanto da sveglio e sotto sorveglianza quando è tranquillo e non subito dopo la poppata, secondo le indicazioni del pediatra
- Evitare l’esposizione al fumo di tabacco, come raccomandato per tutti i lattanti
In caso di dubbi su alimentazione, digestione, crescita di peso o irrequietezza, è importante chiedere consiglio a un medico, a un’ostetrica, al personale sanitario che segue l’infanzia o a una consulente per l’allattamento. Possono fornire indicazioni specifiche sull’alimentazione e valutare, se necessario, l’opportunità di ulteriori interventi o di un invio specialistico.
I clinici possono discutere il rilascio del frenulo linguale, o frenotomia, nei casi in cui il movimento della lingua influisca chiaramente sull’allattamento, ma le evidenze attuali non mostrano un effetto sul reflusso stesso.
La ricerca su probiotici e reflusso infantile è limitata e non concorde. I genitori dovrebbero sempre parlare con un professionista sanitario prima di introdurre integratori o modificare le modalità di alimentazione.
Per dormire, anche un bambino con reflusso va posto sulla schiena, su una superficie piana e rigida. Non inclinare il materasso e non usare cuscini o posizionatori antireflusso. La posizione verticale in braccio è una strategia per la veglia, con un adulto sveglio.
Che cosa può contribuire ai comportamenti simili al reflusso?
I comportamenti simili al reflusso sono estremamente comuni nei neonati e spesso collegati al naturale sviluppo dell’apparato digerente. Diversi fattori normali possono facilitare la risalita del latte:
-
La valvola tra stomaco ed esofago, il LES, sta ancora maturando.
All’inizio della vita si apre più facilmente rispetto a quella dei bambini più grandi o degli adulti. È una fase del normale sviluppo e migliora gradualmente nel tempo. -
I neonati trascorrono molto tempo sdraiati.
Durante il primo anno, quando assumono più spesso una posizione verticale e iniziano a muoversi in modo più autonomo, i rigurgiti si riducono spesso naturalmente. -
Le modalità di alimentazione variano.
I neonati ingeriscono spesso piccole quantità d’aria durante le poppate e il loro stomaco si riempie rapidamente. Questo può contribuire a rigurgiti più frequenti.
Alcuni bambini, come quelli nati prematuramente o con altre condizioni di salute, possono mostrare questi comportamenti più a lungo, semplicemente perché la maturazione digestiva segue tempi diversi.
È inoltre molto comune notare cambiamenti temporanei dei rigurgiti durante gli scatti di crescita, i passaggi nell’alimentazione o le modifiche della routine.
Se il bambino sembra persistentemente a disagio, è molto irrequieto dopo le poppate o non aumenta di peso come previsto, è importante parlarne con un medico, un’ostetrica o il personale sanitario che segue l’infanzia.
Perché i neonati hanno il reflusso?
I comportamenti simili al reflusso sono estremamente comuni nell’infanzia e generalmente collegati alla naturale maturazione dell’apparato digerente. Diversi fattori normali possono facilitare la risalita del latte nei primi mesi:
-
L’apparato digerente è ancora in sviluppo.
Il muscolo nella parte superiore dello stomaco, lo sfintere esofageo inferiore o LES, richiede tempo per rinforzarsi e nei neonati può quindi aprirsi più facilmente. -
I neonati trascorrono molto tempo sdraiati.
All’inizio della vita rimangono soprattutto in posizione orizzontale, il che può rendere più frequente il rigurgito. Con la crescita, quando stanno più eretti e si muovono più autonomamente, questi comportamenti spesso diminuiscono da soli. -
Le modalità di alimentazione variano.
I neonati possono ingerire piccole quantità d’aria durante la poppata, assumere quantità diverse di latte in momenti diversi o nutrirsi in intervalli più brevi: tutti questi aspetti possono influenzare la frequenza dei rigurgiti. -
Lo sviluppo è individuale.
I bambini nati prima del termine o con esigenze di sviluppo differenti possono aver bisogno di un po’ più di tempo per la maturazione dell’apparato digerente, influenzando la durata dei comportamenti simili al reflusso.
I genitori possono notare anche aumenti temporanei dei rigurgiti durante gli scatti di crescita, i cambiamenti nella routine alimentare o periodi di maggiore irritabilità. Queste oscillazioni sono comuni e generalmente si attenuano nel tempo.
Se il bambino sembra persistentemente a disagio, è molto irrequieto durante le poppate o non cresce di peso come previsto, è importante parlarne con un medico, un’ostetrica o il personale sanitario che segue l’infanzia, per una valutazione e una rassicurazione.
Segnali che i genitori possono notare
Nelle prime settimane è normale che i neonati piangano per circa 2-3 ore al giorno, con un picco generalmente intorno alle 6-8 settimane. Molti rigurgitano anche frequentemente: è una delle manifestazioni più comuni dei comportamenti simili al reflusso.
Oltre al rigurgito, alcuni genitori possono osservare:
- irritabilità o irrequietezza intorno alle poppate
- allontanamento dal seno o dal biberon
- sonno breve o agitato quando il bambino è sdraiato
- desiderio di essere tenuto più spesso in posizione verticale
- singhiozzo frequente o rumori «umidi» dopo le poppate
- salivazione maggiore del solito
- apparente fastidio durante il ruttino
- irrequietezza nel seggiolino auto o quando è legato
- periodi di pianto più intenso e difficile da calmare
Alcuni bambini attraversano anche fasi in cui preferiscono non rimanere a lungo sulla schiena o sembrano irritarsi più facilmente dopo la poppata. Questi comportamenti possono avere molte cause e i quadri simili al reflusso possono presentarsi con poche, molte o nessuna di queste osservazioni.
È importante ricordare che il comportamento varia molto da un bambino all’altro e che il rigurgito frequente, da solo, non indica un problema medico.
Se i genitori hanno dubbi sull’alimentazione, sul benessere o sulla crescita di peso, oppure percepiscono che qualcosa non va, è sempre meglio chiedere indicazioni a un medico, a un’ostetrica o al personale sanitario che segue l’infanzia.
Reflusso e sonno: mantenere una posizione sicura
I rigurgiti possono preoccupare i genitori, ma non giustificano una posizione di sonno diversa da quella raccomandata. Metti il bambino sulla schiena, su un materasso piano e rigido, senza cuscini, cunei o dispositivi che lo tengano inclinato. Non farlo dormire sul fianco o a pancia in giù per ridurre il reflusso.
Puoi tenerlo in verticale dopo una poppata mentre sei sveglio e lo sorvegli. Se ti senti assonnato, sistemalo nel suo spazio di sonno sicuro; evita di addormentarti con lui su un divano o una poltrona. Un seggiolino auto non è una sistemazione abituale per il sonno fuori dal viaggio.
Quando serve una valutazione?
Disagio persistente, difficoltà ad alimentarsi e crescita insufficiente richiedono una valutazione pediatrica. Pianto, sonno frammentato o preferenza per stare in braccio non dimostrano da soli una malattia da reflusso. I farmaci non sono indicati automaticamente per i rigurgiti fisiologici e vengono prescritti soltanto quando il medico ritiene che servano.
Osteopatia e reflusso infantile
Le prove disponibili non permettono di affermare che manipolazioni craniche, cervicali o viscerali curino il reflusso. Un contatto delicato non è di per sé una prova di efficacia o sicurezza. Le difficoltà di alimentazione e crescita vanno affrontate con il pediatra e con professionisti competenti nell’allattamento, senza ritardare gli accertamenti.