17.01.25

Intossicazione alimentare: durata, trasmissione e prevenzione

Le malattie trasmesse dagli alimenti possono dipendere da tossine o infezioni, alcune anche contagiose. Approfondisci reidratazione, segnali d’allarme e pratiche utili per ridurre i rischi in cucina.

Intossicazioni e infezioni trasmesse dagli alimenti

Con “intossicazione alimentare” si indicano spesso disturbi comparsi dopo aver consumato cibo o bevande contaminati. Le cause possono essere diverse: tossine già presenti nell’alimento oppure microrganismi, come batteri, virus e parassiti, che provocano un’infezione.

Questa distinzione conta anche per il contagio. Una tossina alimentare non si trasmette tra persone, ma alcune infezioni acquisite attraverso il cibo, come quelle da norovirus, possono diffondersi anche con mani, superfici o contatti contaminati. La gastroenterite non è necessariamente virale e non si distingue in modo affidabile da un’altra malattia alimentare in base alla presenza di tosse o raffreddore.

Sintomi e durata

Nausea, vomito, diarrea, crampi e talvolta febbre possono iniziare dopo poche ore oppure dopo giorni, a seconda della causa. Molti episodi migliorano spontaneamente, ma i soli tempi di comparsa non identificano l’alimento o il microrganismo responsabile. Se più persone si ammalano dopo lo stesso pasto, riferiscilo al medico.

Che cosa fare

La priorità è evitare la disidratazione. Se hai nausea, prova piccoli sorsi frequenti; il farmacista può indicare una soluzione reidratante orale, da preparare esattamente come riportato sulla confezione. Le bevande sportive non sono equivalenti. Riprendi gli alimenti quando li tolleri, senza forzare pasti abbondanti.

Gli antibiotici non sono necessari in ogni episodio e devono essere scelti dal medico quando indicati. Alcuni adulti possono usare un antidiarroico per brevi periodi dopo consiglio professionale, ma sangue nelle feci, febbre o sospetta infezione invasiva richiedono cautela. Non somministrarlo ai bambini senza indicazione medica. Non esiste un divieto universale motivato dalla necessità di “eliminare le tossine”.

Quando chiedere aiuto

Contatta rapidamente un medico se non riesci a trattenere liquidi, urini poco, hai capogiri, sangue nelle feci, febbre elevata, dolore importante o sintomi che persistono. Lattanti, persone anziane, donne in gravidanza e persone immunodepresse richiedono una soglia più bassa per chiedere consiglio.

Confusione, scarsa reattività, svenimento o un dolore addominale improvviso e molto intenso richiedono assistenza urgente tramite 112 o 118. Difficoltà di deglutizione, visione doppia o debolezza dopo un alimento sospetto sono anch’esse segnali d’allarme.

Igiene e sicurezza in cucina

  • Lava le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo il bagno e prima di preparare cibo.
  • Tieni separati alimenti crudi e pronti al consumo, usando utensili puliti.
  • Cuoci adeguatamente gli alimenti a rischio e rispetta le indicazioni di conservazione.
  • Refrigera rapidamente gli avanzi e non lasciare a lungo a temperatura ambiente riso cotto o altri cibi deperibili.
  • Preferisci prodotti pastorizzati e acqua sicura; in gravidanza o con fragilità segui le specifiche indicazioni alimentari.

“Da consumarsi entro” riguarda la sicurezza: non consumare il prodotto oltre quella data. “Da consumarsi preferibilmente entro” riguarda principalmente la qualità, fermo restando il rispetto delle condizioni di conservazione e l’integrità dell’alimento.

Durante vomito o diarrea evita di preparare cibo per altri. Per il rientro a scuola, al lavoro o in attività alimentari segui le indicazioni sanitarie applicabili. In viaggio scegli cibi ben cotti, acqua sicura e alimenti conservati correttamente: l’aspetto invitante o la reputazione di un locale non eliminano ogni rischio.

Fonti: NHS: malattie alimentari; EFSA: manipolazione degli alimenti; EFSA: date in etichetta.