Difficoltà a dormire: da dove iniziare?
Una notte agitata può capitare dopo una giornata impegnativa o un periodo di preoccupazione. Per alcune persone il problema riguarda l’addormentamento; per altre, i risvegli notturni o un risveglio troppo precoce. Le cause possono essere diverse.
Abitudini durante il giorno
Un orario di risveglio abbastanza regolare, tempo alla luce naturale e movimento compatibile con le proprie condizioni possono aiutare a organizzare il ritmo della giornata. Se i sonnellini rendono più difficile addormentarsi la sera, può essere utile rivederne durata e orario.
Caffeina, pasti e alcol
La sensibilità alla caffeina varia e il suo effetto può durare diverse ore. Considerare caffè, tè, cola ed energy drink e limitare l’assunzione prima del proprio orario di sonno, senza applicare a tutti un’unica ora del pomeriggio.
Una cena molto abbondante o la fame possono creare disagio. Scegliere quantità e orari confortevoli, senza cercare un alimento che curi l’insonnia: banana, avena e latte non sono trattamenti dimostrati per questo disturbo. Anche se può dare sonnolenza iniziale, l’alcol non è una soluzione per dormire meglio.
Creare una transizione verso la notte
Leggere, ascoltare musica tranquilla o dedicarsi a un’attività piacevole può segnare la fine della giornata. Se schermi o contenuti coinvolgenti tengono svegli, provare a lasciarli da parte prima di coricarsi. Una routine è un aiuto da adattare, non una serie di regole da eseguire perfettamente.
Camera, biancheria e letto dovrebbero essere confortevoli. Non esiste un materasso o una postura che garantisca il sonno migliorando la circolazione. Ridurre luce e rumori fastidiosi e scegliere una temperatura tollerata può rendere l’ambiente più adatto.
Quando chiedere aiuto?
Se le difficoltà persistono o compromettono la vita quotidiana, parlarne con il medico. Occorre considerare anche medicinali, dolore e altri disturbi del sonno. Russamento con pause respiratorie o sonnolenza diurna importante richiedono attenzione specifica. Non guidare quando si è assonnati.
Per l’insonnia persistente può essere indicata la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia, o CBT-I. Non consiste soltanto nel ricevere consigli generici sul sonno. Integratori e sonniferi vanno valutati con un professionista, considerando effetti indesiderati e interazioni.
Approfondimento: NHS, insonnia, in inglese.