Approfondimenti sui disturbi legati a

Ernia

Approfondisci le ernie e le possibilità di trattamento

Che cos’è un’ernia?

Un’ernia è una protrusione dovuta a una ridotta resistenza della parete addominale. Il termine danese corrispondente, brok, deriva dal medio basso tedesco «brock», che significa rottura, richiamando il cedimento della parete.

La parete addominale si trova nella parte anteriore del corpo e racchiude le strutture della cavità addominale, compresi gli organi vitali. L’ernia si forma quindi quando la pressione esercitata dagli organi supera la resistenza della parete addominale.  

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    Diversi tipi di ernia

    Tra le ernie della parete addominale e dell’inguine rientrano:

    • l’ernia inguinale, nella regione dell’inguine;
    • l’ernia ombelicale, intorno all’ombelico;
    • l’ernia femorale o crurale, nella parte alta della coscia vicino all’inguine;
    • l’ernia incisionale o laparocele, in corrispondenza di una precedente incisione chirurgica.

    Un’ernia incarcerata è intrappolata e non rientra nella cavità addominale. Se la compressione interrompe l’afflusso di sangue al tessuto erniato si parla di ernia strangolata, una possibile emergenza chirurgica.

    Dolore improvviso o intenso, vomito, gonfiore addominale, impossibilità a emettere feci o gas, oppure una tumefazione dura, dolente e non riducibile richiedono una valutazione urgente: chiamare il 112 o il 118.

    Perché si sviluppa un’ernia?

    I diversi tipi di ernia possono avere cause differenti. Nei bambini, per esempio, un’ernia inguinale o ombelicale può dipendere da una debolezza congenita ed ereditaria della parete addominale, mentre negli adulti può essere acquisita. Possono contribuire sollevamento di pesi, sovrappeso, gravidanza e altre condizioni che aumentano la pressione addominale. (Fonte: Sundhed.dk).

    La documentazione sui fattori acquisiti è però limitata e la solidità di queste associazioni rimane discussa.

    Sintomi comuni dell’ernia

    I sintomi più frequenti sono:

    • Pressione.
    • Sensazione di puntura o bruciore.
    • Fastidio.
    • Dolore.
    • Pesantezza, soprattutto se l’ernia è grande.

    Se il fastidio aumenta e compare dolore intenso, eventualmente accompagnato da nausea o vomito, occorre rivolgersi urgentemente a un medico: potrebbe trattarsi di un’ernia strozzata. In questa situazione l’apporto di sangue può ridursi fino a provocare necrosi dei tessuti, rendendo particolarmente importante una valutazione urgente.

    Tossendo, starnutendo o aumentando la pressione addominale può comparire un rigonfiamento visibile, che può indicare la presenza di un’ernia.

    Ricerca genetica sulle ernie

    Uno studio genomico pubblicato nel 2022 ha analizzato cinque forme di ernia: inguinale, diaframmatica, ombelicale, femorale e ventrale. Nei dati della UK Biobank sono stati identificati 65.492 casi; i risultati principali sull’ernia inguinale sono stati poi confrontati con ulteriori gruppi di Finlandia, Estonia e Danimarca.

    I ricercatori hanno individuato 81 regioni genetiche associate ad almeno una delle forme analizzate. Diversi segnali riguardavano geni collegati alla struttura del tessuto connettivo, fra cui collagene ed elastina.

    Si tratta di associazioni statistiche di uno studio genomico: non dimostrano che sonno, stress, alimentazione o altri singoli comportamenti causino un’ernia, né che modificarli possa riparare un difetto anatomico. I risultati aiutano a studiare la predisposizione, ma non sostituiscono la valutazione clinica.

    Come si trattano le ernie?

    La scelta dipende dal tipo di ernia, dai sintomi, dalla probabilità di incarceramento o strangolamento, dall’età, dal sesso, dalle altre condizioni di salute e dalle preferenze della persona.

    Un periodo di osservazione può essere appropriato per alcuni uomini con ernia inguinale asintomatica o poco sintomatica. Le ernie femorali hanno un rischio maggiore di complicanze e richiedono in genere una valutazione chirurgica. Nei bambini, il percorso varia anche in base al tipo di ernia e all’età.

    Quando è indicato un intervento, la riparazione può essere aperta o laparoscopica e può prevedere suture o una rete. La tecnica viene scelta dal chirurgo per il singolo caso; nessun metodo o materiale è utilizzato in modo universale.

    Consigli pratici per chi ha un’ernia

    Un’ernia sospetta va valutata dal medico. Le attività che provocano dolore possono essere sospese in attesa di indicazioni, ma non bisogna cercare di spingere indietro una tumefazione diventata improvvisamente dolorosa, dura o molto sensibile.

    Dolore intenso o in rapido aumento, nausea o vomito, addome gonfio, impossibilità a emettere feci o gas oppure un’ernia che non rientra richiedono assistenza urgente: chiamare il 112 o il 118.

    Dopo un intervento, attività fisica, guida e sollevamento dei pesi vanno ripresi secondo le istruzioni specifiche del chirurgo e l’andamento della guarigione. Il dolore è un segnale utile, ma non è l’unico criterio per stabilire i carichi consentiti.

    Si può prevenire un’ernia?

    Non tutte le ernie sono prevenibili. Mantenere un peso adatto alla propria salute, smettere di fumare e far valutare una tosse persistente può ridurre alcuni fattori che aumentano la pressione sulla parete addominale. Anche trattare la stitichezza può limitare gli sforzi ripetuti.

    Queste misure non garantiscono che un’ernia non compaia o non recidivi e non chiudono un difetto già presente. Non vi sono basi per indicare il consumo di alcol come causa specifica generale delle ernie. Dopo una riparazione, le indicazioni sulla prevenzione della recidiva dipendono dal tipo di intervento e dal singolo caso.